domenica 18 novembre 2012
Macchine da guerra
si fatica anche a partorire una qualche riflessione da sottoporvi senza dover cadere nell’ovvio, ad esempio: come possiamo discutere di economia e di impresa se tutti i nostri politici riempiono le pagine dei quotidiani con zuffe su legge elettorale e primarie?
Da ambo le parti ci stanno ricascando tutti, si avvicina il momento dove o si tiene o si perde la poltrona e come per incanto sparisce tutto il resto, nascosto come un giocattolo che per ora ci ha stancato, sempre lì comunque da rispolverare alla prossima ondata di indignazione popolare, come se l’indignazione andasse e venisse tipo marea, peccato che questo moto ondoso non lo decide la luna ma le rotative e le redazioni dei telegiornali.
Qui nell’Italia che prende decisioni piccole o grandi, giusto o, speriamo di no, sbagliate, ma comunque decisioni che si portano nel proprio zaino (non divisibili equamente e “democraticamente con balzelli e accise) mi piacerebbe sapere se le nostre care banche nazionali, europee o FMI hanno intenzione di pensare seriamente alla spinta da dare al mondo del lavoro, se il governo, i sindacati e Confindustria stanno discutendo seriamente di competitività, produttività e costo del lavoro e in ultimo, ma non meno importante, se visto anche gli ultimi scontri con gli studenti, si stia pensando ad un dialogo serio e costruttivo fra mondo scolastico e mondo del lavoro dove istruzione, progettazione e produzione siano una cosa sola, una macchina da guerra, l’unica per risolvere questo maledetto e lunghissimo periodo di crisi.
Rudi Toselli
sabato 17 novembre 2012
PICCOLO SFOGO PERSONALE
mercoledì 14 novembre 2012
Diagniosi chiara, ma per pochi.
posso pero dire che un governo che permette questi scempi alla democrazia e alla liberta di manifestazione è un governo malato, un governo leggero e disattento alla temperatura del popolo, un popolo che a che ieri a dato grossi segni di stanchezza al punto che due ministri hanno dovuto battere in ritirata con l'elicottero.
ora la mia domanda e': che cosa aspettano che succeda ancora prima di riconoscere il mal di pancia sociale diffuso?
domenica 28 ottobre 2012
sabato 15 settembre 2012
Renzi
Ho ascoltato ilRenzi a Verona.
Debbo dire che da tempo un discorso non mi dava emozione, dovevo ascoltare Fidel su youtube, diciamo che non è la stessa cosa ma Renzi parla a livello nostro intendi chiaramente quello che vuole dire e il suo sguardo non è consumato e stanco, i suoi occhi non sfuggono. Ho chiesto a qualche responsabile del PD che ho come amico su Facebook cosa ne pensasse di questo uomo che si autocandidava alle primarie e le risposte e.rano sempre quelle: Per governare l'Italia e per essere considerati in Europa ci vuole esperienza ed anni di navigazione fra i turbolenti mari della politica. Bene aiutatelo in questa maniera, state fuori dalla "ribalta" e date a lui l'aiuto che serve.
sabato 8 settembre 2012
INVESTI CHE TI PASSA
Da Bill Emmot che stimo a Mario Monti che pure stimo (con qualche riserva) chiedono alle imprese di investire per il futuro e creare posti di lavoro, io ho la terza media, fatico a ricordarmi le tabelline complici anche le macchinette e ho una picola impresa con dieci famiglie piu la mia a cui pensare. Ora per vecchiezza del macchinario, per stare al passo con i tempi e per un cospiquo risparmio energetico dovrei cambiare il mio taglio LASER con un nuovo taglio in FIBRE OTTICHE. Già questa estate con previsioni scarse ho preso una ragazza in più in officina (per ora ho scommesso giusto) ma per comperare questo nuovo attrezzo che non è una villa o un suv devo scommettere svariate centinaia di miliaia di euri che non ho, Le mie carte in mano sono, promesse di commesse, richieste di calo prezzi a fronte di piu qualità e calo dei lotti minimi, per capirci: una commessa di 2500 euro che mi viene fatta è composta da 90/120 codici diversi da gestire, max 10 pezzi tutti uguali e sporadicamente qualche centinaio, ma molto sporadicamente, poi ci sono le dieci famiglie piu la mia e quella di mio padre. Sul piatto cè il taglio a fibre ottiche e il futuro dell'azienda. Il mio avversario invece in mano ha la mia azienda che viene da un quadriennio di lacrime e sangue, ha i soldi da darmi ad un tasso del 6.7% anziche il 4.2% di germania e francia e ogni settimana mi spulcia il previsionale.
Il gioco è aperto.
Rudi Toselli
DA INTERNET
Discorso immaginario della Madonna alle Pussy Riot
“Figlie mie, mi chiedete di diventare femminista e di cacciare Putin, ma che cosa vi fa supporre che io non sia femminista? E che cosa vi fa supporre che io possa intervenire nelle tristi vicende umane? Al più potreste chiederlo a mio Figlio. Oppure volete che sia io a chiederlo a lui? Io non gli chiedo più nulla da quando mi rispose in maniera poco garbata alle festa per le nozze di Cana. Mi permisi di fargli notare che i commensali non avevano più vino, e lui: «Che vuoi da me, o donna?» (Gv 2,4). Sarebbe un po’ come dire: perché non t’impicci degli affari tuoi? Ma non è la sola volta che mi vidi trattata con poca delicatezza. Un giorno gli apostoli dissero a Gesù: «Ecco: tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e chiedono di parlarti» (Mt 12, 48), e il caro figlio rispose: « Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?… Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi mi è fratello, sorella e madre» (Mt 12, 49 – 50). Ma vi pare il modo, figlie mie, di accogliere la propria madre? E dire che proprio io avevo fatto la volontà del Padre, accogliendo un bimbo nel mio grembo. Certo, detto fra noi, avrei preferito una bambina, ma non sarebbe stato possibile: l’avrebbero lapidata prima ancora di farla andare in giro a predicare la buona novella, e mai ci sarebbe stato lo scandalo della croce, al più ci sarebbe stato lo scandalo della pietra. Ma torniamo ai miei rapporti con Gesù. Già da ragazzino mi rispondeva in maniera non tanto carina. Quando io e Giuseppe lo perdemmo e angosciati lo cercammo per tre giorni e lo ritrovammo nel tempio, io gli chiesi: «Figlio, perché hai fatto questo? Ecco, tuo padre ed io, addolorati, ti cercavamo!». E lui, anziché chiedere scusa e mostrarsi dispiaciuto, mi rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?» (Lc 3,48 – 49). Ma non ci poteva avvertire che sarebbe andato al tempio senza di noi? Solo all’ultimo, prima di morire sulla croce, ebbe un pensiero gentile verso di me, quando disse: «Donna, ecco tuo figlio!». E al discepolo che amava (forse più di me): «Ecco tua madre!» (Gv 19, 26 – 27). Certo, avrei preferito mi avesse chiamato mamma, anziché donna. Però era sempre un bel pensiero per la sua mamma. Vi ho detto queste cose, care figlie, per farvi capire che io, come voi, sono una vittima del dominio maschile. Mi chiamate Madre di Dio, ma sono gli uomini ad aver stabilito che io sia la Madre di Dio, in realtà io sono solo la mamma di Gesù. Mi chiamate Vergine, ma sono stati gli uomini ad aver stabilito che io sia rimasta vergine per tutta la vita. Eppure Gesù aveva ben detto: «Quello che Dio ha congiunto l’uomo non separi» (Mt 19, 6). Per quale motivo dunque io avrei dovuto fare la separata in casa? Povero Giuseppe! Già aveva dovuto accettare un figlio non suo, potevo mai rifiutargli l’amore degli sposi benedetto da Dio? Ma agli uomini fa piacere che io sia rimasta vergine, al punto da sostenere che neppure il Bambinello nascendo abbia lacerato il mio imene. Con grande passione (tutta maschile) hanno stabilito che «il Figlio primogenito non diminuì la mia verginale integrità, ma la consacrò» (Lumen Gentium 57, nota 10). Ma tornando alle vostra preghiera di cacciare Putin, a dire il vero, neppure Dio interviene nelle vicende umane. E se non lo fa Dio, posso mai farlo io? Siete voi, e la gente come voi, che deve pensare a rovesciare i potenti della terra. Quanto a me, state tranquille, ché non mi avete offeso per niente, avete urtato la sensibilità di qualche baciapile, e avete dato fastidio ai potenti, e per questo vi hanno condannato. Io ho sorriso, vedendovi danzare.
Carmelo Dini
Le caste sono già DEFINITE
Le caste nella società ci sono e sono ben definite, non le ripeto perché il Ragioniere le ha elencate egregiamente, quello che manca è scriverle e firmarle come un decretino legge qualsiasi, lo dimostrano anche molti quotidiani mettendo nelle prime pagine sempre le alte caste e poi via via sciamando arrivando a mettere fra le ultime pagine incidenti sul lavoro o drammi famigliari o sociali. Fateci caso. Quando mai in prima pagina avete letto è morto per overdose nella sua casa il sig. Pinco Pallino? Invece la sig Tetrapak o Stallone junior (due a caso fra gli ultimi) eraono li in prima, come per dire “ io so io e voi non siete un cazzo”
Rudi Toselli
venerdì 7 settembre 2012
PUSSY RIOT
Chi ha paura dei lupi non si avventura nella foresta. Io non ho paura dei lupi e lotto perché mia figlia possa crescere in un paese migliore. Cosi risponde la ventenne Nedezhda leader delle Pussy Riot dal carcere alla domanda di un giornalista, poi rincara la dose quando il giornalista esclama: ma Putin è uno degli uomini piu potenti della terra! Lei risponde: L’onnipotenza di Putin è un illusione, lo si capisce dalla mastodontica macchina propagandistica che hanno messo in piedi. Il presidente è patetico e spregevole.
Possiamo essere d’accordo o meno sui mezzi che queste ragazze usano per arrivare alla gente, ci può piacere il Punk o no (a mè piace), loro la definiscono “arte moderna”. Ma che siano campionesse di dignità e di coraggio non può negarlo nessuno, noi non siamo in Russia e ci scandalizziamo per Vieni a ballare in Puglia di Caparezza.
Queste ragazze sono sole contro un sistema che ci mette un attimo a farle scomparire dalla faccia della terra, sono incarcerate, eppure non piegano la testa. In quanti di noi potremo mai vantare tanto coraggio?
In quanti di noi potremo mai dire di avere dato tanto per i nostri figli ed il loro futuro?
Non dimentichiamole e non lasciamole sole altrimenti saremo complici di quel sistema e di chi lo sorregge anche da qui in Italia.
Rudi Toselli
PICCOLI "CAPITALISTI" CRESCONO
Oggi mi è venuto a trovare Michele, Michele è un simpatico “pensionato” sugli 85/87 anni che stampa lamiera con le presse, oggi lo fanno i suoi figli ma lui lavora ancora e con noi lavora penso da più di 40 anni.
Mi parlava delle sue maratone in giro per il mondo e ad un certo punto gli ho chiesto dove e quando aveva deciso di mettersi in proprio, chiedere ad un pensionata queste cose è come diciamo noi: invitare un oca a bere ed ha cominciato il racconto: Prima lavoravo alla Carpegiani azienda ancora esistente qui a Bologna e famosa nel mondo per le sue macchine da gelato (quei coni con il pirullo), lavoravo con macchine manuali pesanti mica con queste, indicando con un cenno le mie gia tutte digitalizzate, facevamo otto ore e dopo dalle 17 in poi ci accordavamo con il capo officina per fare lo stesso lavoro ma a cottimo, il tutto in busta paga, se avevamo un idea di come migliorare il prodotto, non scendo nel tecnico con sviluppi della lamiera o eliminazioni di saldature) anche questo lo comunicavamo al capo officina che ci diceva: bravo domani fammelo vedere e guardiamo se funziona. Quindi andavo a casa e la sera con forbici e cartone costruivo in scala 1/1 la sagoma riportante idee e innovazioni, quando era pronta durante l’ora di pranzo la presentavo ecc ecc, è andato avanti qualche minuto poi è arrivato alla nascita delle prime rappresentazioni sindacali che andavano a parlare, sempre con il capo officina e non vi scrivo gli epiteti e le insolenze, ma vi dico solo che la mezzora che perdevano in quella innutile assemblea alla sera la dovevano recuperare. Il racconto va ancora avanti per un bel po’, ma arrivo alla risposta, Michele un bel giorno si è alzato era la primavera del 1960/61 e non si ricorda se per stanchezza o cosa aveva decisa, è andato dal capo officina e gli ha detto: Ascolti io mi licenzio e mi metto in proprio. Il capo officina gli ha solo detto: Bravo ma sappi che ti rovini la vita comunque farò quello che posso per aiutarti.
Michele ha lavorato come indotto per quella azienda fino a pochi anni fa, Michele ancora oggi ricorda con gli occhi lucidi quella figura il capo officina e se lo avete notato non ha mai ricordato o parlato del proprietario, del capo.
Oggi è tutto imparagonabile, giusto o sbagliato che sia per la stragrande maggioranza dei lavoratori l’azienda è un mezzo per pagare le bollette, il capo officina è un lecca culi e il padrone un riccastro sfruttatore, se si pensasse che l’azienda è come casa tua, anzi di più perché a conti fatti stai piu in azienda che a casa, che il capo officina potrebbe essere quello che ti insegna un lavoro e che ti potrebbe spianare una strada e che il padrone non è uno schiavista, forse, dico forse le cose potrebbero andare meglio.
Rudi Toselli
domenica 8 luglio 2012
45 ANNI
Oggi sono 45 anni che sono al mondo e ieri ho letto un intervista intelligente, anzi con risposte “intelligenti” di Fabrizio Corona. Chissà se riuscirò nei prossimi 45 a leggerne una con risposte intelligenti o per lo meno chiare dalla mia amata sinistra, in tanto le cose che ho chiare sono: che non voterò PD alle prossime elezioni, che non so chi voterò, che andrò lo stesso a votare, che dovrò lavorare come uno schiavo fino a che ce qualcosa da fare senza lamentarmi, che chi comanda nel mondo sono le banche e i banchieri e che purtroppo l’Italia è un paese destinato a sparire, sia chiaro, non dalla faccia della terra ma come paese singolo, io mi vedo in una specie di cooperativa un consorzio con la Spagna, la Grecia il Portogallo e qualche altro come hanno dovuto fare da anni i contadini e come hanno già iniziato a fare volenti o nolenti le nostre PMI , non è un consorzio di sfigati, ma solo qualche piccolo che diventa grande coadiuvando le forze.
I grandi economisti rispolverano Marx, sottolineano le sue previsioni “catastrofiche”sul Capitalismo e poi in giro a capo della megafinanza ci sono decine di Bob Diamond, gente che senza pensarci un attimo e con un semplice clik sposta trigliardi (non so nemmeno come si scrive) di dollari, soldi che la gente normale ha sudato, soldi per cui qualcuno si è suicidato. Su una rubrica che seguo,qualche mese fa si è discusso della necessità o meno di social come Facebook, non do giudizi ma dico solo che su certe piattaforme si leggono pensieri e ragionamenti che questi capoccioni non pronunceranno e non seguiranno mai ad esempio il programma dei 5 stelle che non è altro che un semplice e onesto modo di vivere intelligente.
Bè ora lavoro e vi lascio con una frase che ho sentito in una pubblicità: I sogni dei nostri figli sono le nostre responsabilità.
Rudi Toselli
sabato 9 giugno 2012
IN ATTESA DI AUTOPSIA
LA CORTESIA E IL RISPETTO
Ora, a mio avviso le soluzioni sono due: o i musulmani si costruiscono campi per conto loro e mi sembra una cosa detestabile o più’ semplicemente gli stessi musulmani si organizzano e condividono le cucine con i nostri ragazzi cucinando i piatti che a loro più aggradano.
AVANTI COI CARRI
VIBRAZIONI
Qui in Emilia non eravamo pronti a questo sisma, qui ci aspettavamo piuttosto una esondazione del fiume Reno come nel 1966, invece è venuto il terremoto, 7 persone sono morte, decine di migliaia sono terrorizzate e la situazione economico finanziaria per la stragrande maggioranza di noi non è delle più rosee. Lo si sapeva gia che sarebbe toccato a noi ricostruire, esondazione o terremoto che fosse. Abbiamo avuto purtroppo decine di prove in tutta Italia della assenza dello Stato.
Sul fatto quotidiano di oggi ho letto: Monti. il freddo del terremoto. Ma martedì 22 Mggio non era freddo, erano venute due gocce d’acqua e, anche se è vero che Monti avrebbe potuto ascoltare la signora Maria e poi fermarsi con mia nonna Bice di 94 anni o l’altra mia nonna Isora di 84 che oramai pensavano di averle già passate tutte qui nella nostra bassa, poi fermarsi in tutte le ARCIi e le ACLIi dove si ritrovano gli anziani e formano quelle che noi canzonandoli chiamiamo commissioni (sarebbero quei gruppi di vecchietti che ad ogni lavoro pubblico si fermano braccia dietro la schiena a commentare), ma è venuto anche il terremoto e non è certo colpa di Mario Monti.
lunedì 30 aprile 2012
RUDOLF disse
lunedì 23 aprile 2012
24 APRILE
Cari compagni siamo alla mia 45' vigilia della liberazione di questo paese dal nazifascismo, non credevo di trovarmi qui a pensare se domani ci sia ancora qualcosa da festeggiare, in piazza ci andro' per il rispetto a quelli che ci anno liberati ma la mia passione sanguina perche' quegli stessi caduti sono stati traditi ed io ho con il mio voto di fatto contribuito al loro tradimento, cio' mi pesa nel cuore e come ho già detto mi fa sanguinare passione e dignita'
lunedì 26 marzo 2012
ANSIA
Tutta la concentrazione sul dopo, tutti a pensare al quando il lavoro lo stai perdendo o lo ai già perso, nessuno che abbia l'ansia per ricercarlo il lavoro, nessuno tranne noi, noi quelli che hanno 16/20 braccia a cui dare da lavorare, noi che tutte le ore scrutiamo le meil o il fax per vedere se sono arrivate commesse e con queste riuscire ad organizzare un minimo di mese, organizzare vuol dire risparmiare e se risparmi non licenzi, ma questo alla Camusso ed ai suoi segugi che di aziende (piccole e medie) ne dovrebbero sapere molto di più di Monti, sembra non interessare.
A ragione Scalfaro nel suo editoriale di domenica quando scrive che governo e parti sociali stanno solo "giocando" a chi ce là piu lungo e la popolazione dei lavoratori?
che vadano a cagare basta che prima firmino delle tessere, ma cosa ci potevamo aspettare da una sinistra che abbraccia maglette omicide, figli di Bertinotti un Komunista che ci ha inginocchiato, gambizzato e abbandonato.
Io sono e sarò seempre di Sinistra, il mio pensiero è: lavorare e fare lavorare per vivere sempre meglio, chi è piu bravo ha diritto di sopravalere e chi è disattivo abbiamo il dovere di "pungolarlo". Il mondo è cosi perchè lo abbiamo voluto così noi, l'uomo nel bene e nel male evolve e tente di sopraffare, per ciò difendiamo legalità e onestà non consumiamo energie dietro a feticci.
Per chiarezza: a roma fra i 3.000.000 per Cofferati e l'art18 c'ero anche io, ma era il giurassico e il governo che lo attaccava era una (lo è ancora) una masnada di malfattori.
Rudi
domenica 25 marzo 2012
CE' DEL BUONO
Rudi Toselli
giovedì 15 marzo 2012
Museo Ferrari
venerdì 9 marzo 2012
La tecnologia
L'ITALIA COME RADIO PADANIA
Stamane nel venire a lavorare per radio ho ascoltato il programma “sveglia padania”…. Non ho parole poi rifletto in tanto leggo, su un quotidiano ci sono le spese pazze di Lusi e Rutelli che lo querela, ma dico io, un cristiano si sposta da un resort di lusso all’altro, da un hotel a 5 stelle ad una spiaggia tropicale e negli anni nessuno si fa delle domande?
A casa mia è dal 2008 che si tira sempre più la cinghia ,all’orizzonte non si vede di allentarla e dobbiamo stare a sentire queste fregnacce, Riccardi definisce la politica e i politici uno schifo e questi cosa fanno, anzi che porsi delle domande minacciano, pur sapendo ragione o torto che l’Europa ci sta guardando al microscopio, pur avendo e cito solo le ultime settimane, sotto gli occhi oltre Lusi la giunta Milanese quasi azzerata,un Penati, un Bossi che minaccia di morte il primo ministro (un primo ministro che decide, quello di prima si lamentava del fatto che dal suo ruolo non poteva decidere nulla, poverino) Bertinotti che si presenta ancora in piazza con i lavoratori (e loro non gli sputano) uno Scilipoti in giro per il mondo a spese nostre ecc ecc.
Il 2012 sarà si dice qui da basso l’anno di transizione, gli ammortizzatori sociali stanno esaurendo, chiedono occupazione per i giovani che sinceramente non hanno la preparazione (non tutta colpa loro) quando in questo anno ci saranno miglia o sicuramente decine di migliaia di licenziamenti, siamo a più del 40% di pressione fiscale e il costo del lavoro è insostenibile, riportandoci alle spese folli di Lusi e tutto il resto e lasciandoci con due sicurezze, una: che le aziende per tirare avanti dovranno licenziare anche se le commesse arrivano e chiedere a chi rimane di fare tutto il loro dovere e oltre
Due: che questo esercito di politichetti non se ne andrà mai da solo, o almeno non cambierà registro, portandoci alla rovina o alla rivoluzione civile.
Rudi Toselli
sabato 3 marzo 2012
martedì 28 febbraio 2012

Esaminando le figure sopra citate ci si accorge che una solo è scoperta, qui si dice con le chiappe al vento, gli operai nò, cassa integrazione, aspettativa, mobilità, buona uscita, in somma qualche cosa anno, i clienti no, possono sempre cambiare fornitore tanto con la situazione attuale qualcosa di meglio la trovano, io addirittura ho a pochi chilometri la collina e a pochi la bassa ferrarese detti zone depresse che a conti fatti si puo risparmiare un 30/35% sul costo del prodotto finito, le banche, bè lasciamo perdere, rimangono gli artigiani e i piccoli imprenditori, naturalmente tutti messi nel fascio degli evasori, che come unica via di fuga anno la scomparsa da questa vita, naturalmente dopo una lunga e lenta agonia auto inflittasi, perché una donna o un uomo che mettono in piedi una attività, che la vedono crescere assieme ai figli e a molti dei dipendenti al loro interno lo fanno si per un profitto ma è anche un fuoco che arde dentro è una passione e se ai dei dipendenti diventa una missione e una responsabilità nei loro confronti.
Comunque sia e tristemente rimane il fatto che una piccola impresa,in prima pagina, o meglio all’interno nella cronaca se non nell’edizione locale ci và solo se il titolare si impicca o se i dipendenti lo prendono in ostaggio.
P.S sia chiaro non è una lettera di addio (toccatina) è solo una constatazione dei fatti
mercoledì 18 gennaio 2012
DOMANDE ????
Il tutto chiesto nel mero ambito economico finanziario pregando di astenersi filosofi passionari perché sfonderebbero una porta aperta, ho chiesto di rispondere pensando alla situazione Italia e riflettendo su quello che sta succedendo in questo momento dove ogni ambito lavorativo non vuole essere minimamente sfiorato, ma dove anche tutti chiedono ricambio e rinnovo
Ho aggiunto una massima di Stalin dove diceva che il problema sono gli uomini, elimina gli uomini e i problemi si risolveranno da soli.
So di avere toccato dei tendini scoperti, ma vorrei sinceramente che le persone ci pensassero e rispondessero senza pregiudizi o prese di posizione.
Rudi Toselli
lunedì 16 gennaio 2012
AL MIO PRESIDENTE

Mi scusi se la disturbo, non è la prima volta che le scrivo ma qui dopo aver saputo che dall'Europo sono stati dati alle banche 111 miliardi di euro e che di questi soldi non è stato fatto altro che un ingrassaggio delle stesse, la situazione è alquanto sgradevole.
Dal 2008 al 2010 io e il mio socio (mio papà) abbiamo messo tutto quello che avevamo, non abbiamo mai saltato uno stipendio agli 8 ragazzi che lavorano da noi, abbiamo dovuto purtroppo disdire qualche interenale e licenziare una amica, stiamo pagando Equitalia a rate e naturalmente in quel periodo gli istituti ci hanno tagliato castelletti e fidi (mio papà è da 40 anni sul mercato e io con lui una ventina, sempre solventi) ora dal 2010 al 2011/12 spaccandoci la schiena e elemosinando commesse anche sottoprezo, sottostando a pagamenti fino a 150 giorni, prendendoci tutti i rischi e le responsabilità del caso, cio è il minimo siamo imprenditori, dicevo ora il lavoro sembra esserci (toccatina) ma gli istituti non mi lavorano il foglio, non mi rialzano i castelletti e le mie fatture da incassare rimangono nel cassetto, quelle invece da pagare vanno insolute alimentando un circolo vizioso che come ben chiaro che va a sua volta a sporcare il nome dell' S.L.A la nostra azienda (lavorazione lamiera; taglio laser, piega CNC e saldatura).
Quando la mia impiegata (Debora) chiama in banca o io chiamo, non si riesce mai a parlare con la stessa persona, il responsabile della pratica è sempre piu in alto a volte penso che prima o poi mi passeranno al telefono lei stesso o il papa (a parte gli scherzi) la situazzione è praticamente insostenibile, ad esempio le ore di Debora al telefono per poi non concludere nulla io le debbo spalmare da qualche parte, naturalmente vanno sul prezzo del mio prodotto, secondo lei posso essere competitivo?
Noi delle piccole imprese non dico che siamo l'Italia ma sinceramente siamo un grosso serbatoio di occupazione e di recupero imposte, per anni abbiamo forse sbagliando, ingrassato le banche non sarebbe ora che ci fosse un ritorno?
perchè è stato permesso di non redistribuire quei centoundici miliardi?
perchè non si stoppa questo strapotere bancario, io capisco che gli istituti di credito sevano e siano il perno dell'economia, ma senza regole e senza rispetto per i loro clienti, per quanto tempo ci sara ancora una economia?
Caro Napolitano la lascio con tante domande appesantendo la sua coscenza di grande uomo, ma io ho 43 anni e un figlio di 9 tanta voglia di lavorare e di vederlo crescere sereno, avrò diritto di sfogarmi.
Auguro le migliori cose a lei a sua moglie e a tutto il suo staff (avete condotto nell'ultimo periodo l'Italia egregiamente)
Toselli Rudi
domenica 15 gennaio 2012
MA SI PUO'?

Cari compagni
“Le prospettive di crescita economica dell’Italia si stanno indebolendo – continua il rapporto – ci aspettiamo che la fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento continueranno a limitare la capacità del governo di rispondere in maniera decisa alle sfide macroeconomiche interne ed esterne”. Ecco come volenti o nolenti, daccordo o non, continueranno a vederci gli altri paesi e con loro le famigerate agenzie di reating, in tanto su tutti i social netwrk continuano ad apparire post di Alfano, Lupi e Leghisti assortiti che in perenne campagna elettorale, arringano il popolo incuranti e con bieco opportunismo usando la solita tiri tera: come vedete non era colpa dell'uomo nero, l'europa si accorge che il problema non era l'uomo nero, siamo tutti compatti ecc ecc, Radio Padania adirittura censura i suoi ascoltatori che dissentono con la linea da mercante di cammelli perseguita dal Bossi e in tutto questo quelle che prima erano le opposizioni PD, SEL, “FLI”, dove sono? Mario Monti ha un bel da correre su e giu per l'Europa se poi dietro le sue spalle in casa sua tutti gli remano contro, anzi tutti come al solito remano nelle acque torbide dei loro stagni, appena Berlusconi si è dimesso tutti abbiamo cantato vittoria, tutti non è la parola giusta, i politici hanno cantato vittoria, ma qui da basso in tanti avevano capito che l'uomo nero e la sua cricca avrebbero continuato a minare il nostro futuro e la nostra credibilità. Tutto questo sarebbe evitabile se solo la gente si armasse di più educazione civica e coltivasse con impegno la voglia di informarsi. Si dice che l'Italia è al settantacinquesimo posto nella classifica di libertà d'informazione, io credo invece che sia l'Italiano ad avere poca voglia di informarsi, poca voglia di divulgare ogni uno il proprio sapere o le proprie fonti, Internet è ovunque e il suo accesso sta diventando immediato, facile e onnipresente, lo dimostrano gli avventori di Farmville, citiville o altri passatempi forniti sul Web, uomini e donne che fino a pochi mesi fa vedevano il PC come un oggetto bellico. Allora perché non smettiamo di immusonirci ed aiutiamo l'informazione a risalire quei benedetti settantacinque posti.
Rudi Toselli
domenica 8 gennaio 2012
MARIO SI, MARIO NO

CARI COMPAGNI
Spiegando loro che senza stati membri non esisterebbe una UE, ma più importante senza una UE organizzata e unita in tutti i sensi dal finanziario all'organizzativo non esisterebbero più nemmeno gli stati.
La crisi globale dal mio piccolo punto di vista non si può più sconfiggere o fermare, si può però attutire e prendere come insegnamento per un futuro equo e solidale, non a caso ho tralasciato la parola onesto, purtroppo e se mai accadrà ci vorranno ancora anni prima di poterla coniugare in questi ambiti, questo è un altro grande e grossissimo problema.
Per ora però equità e solidarietà in breve termine (anni) mi sembra già un buon orizzonte e ripeto a mè pare che i lavori siano iniziati.
Mario Monti al presentarsi di ulteriori aggravamenti della situazione è volato a Bruxel non a Mosca, da settimane i giornali parlano dei problemi reali scrivono e documentano la nostra situazione sulle prime pagine, pagine che erano riservate a Mora, Fede, ruby e olgettame vario, non per questo dimenticandosene, ma solo mettendole al loro posto, verso il retro, la gente quando si ritrova nelle mense, nei piazzali delle scuole a prendere i figli o in qualsiasi luogo pur essendo stanca di essere oltraggiosamente maltrattata e salassata si confronta, parla e riflette sui problemi e/o soluzioni per il loro paese, capisce sempre meglio che deve guardare in grande si è accorta che il disegno è gigantesco e Berlusconi era solo un puntino, anche i miei compagni di sinistra sembrano piano piano svegliarsi dal torpore loro indotto dalle gerarchie partitiche cui faceva comodo che pensassimo "tutti" a Silvio e ciarpame, per non accorgerci della loro inutilità, della loro gravissima e tacita complicità messa in atto per il semplice non perdere la poltrona o i vitalizi, questo è essere di sinistra?, questo è volere bene all'Italia? ho letto anche qualcuno che diceva: togliere i soldi alle banche chiudere i conti correnti vuol dire essere i nuovi partigiani. I partigiani la difendono e la controllano la loro nazione, noi nuovi partigiani questo dobbiamo fare badare chi votiamo e denunciare chi di questa Italia fa la sua puttana o la sua discarica o il suo party o il suo business.
L'Italia è nostra e se mai ci verrà risanata come i nostri nonni ci raccontano di Marzabotto, noi dobbiamo raccontare della grande crisi umana e di come il non tenersi per mano abbia fatto da comburente.
domenica 27 novembre 2011
LA MORTE NON FA' DIFFERENZE NOI SI'

Detto questo vorrei riportare all’attenzione della gente come in questo paese continuino ad esistere differenze anche nella morte. Ce lo ha insegnato purtroppo la morte di Marco Simoncelli (serieA) quando durante le sue interminabili esequie ha oscurato altre una o due morti di operai (serieC) poi ci sono i militari che si collocano in serieB e i poveracci che inizieranno, sentito il clima, a schiattare come mosche sulle panchine nei parchi o sdraiati sotto i portici.
Solo Venerdi ci sono state 3 morti, omicidi sul lavoro, il Corriere della Sera online li mette dopo la licenza di uccidere i cani randagi in Romania. Ecco come un paese civile tratta quelli che ci vivono e lo sostengono, non vorrei essere frainteso avendo citato Marco e i Militari in modo “sguaiato”, a la mia era solo una triste provocazione.
Un sincero saluto a tutto le famiglie di quei tre operai
Rudi Toselli
martedì 8 novembre 2011
OTTEMID IM
Le dimissioni del nostro premier sono veramente sudate e sinceramente questo aggrapparsi ad uno scranno che da mesi non è piu suo mi allarma molto.
Nelle nostre aziende questa querelle non è molto sentita, (nell'immediato), noi abbiamo bisogno di credito snello e di calo dei costi di gestione aziendale, da convertire immediatamente in competitività e aumento salariale, elezioni anticipate adesso costerebbero milioni e mesi di campagna elettorale dove chi deve pensare ai cittadini ed alle aziende penserebbe solo a sparare ca.....te più grosse del suo antagonista che già le spara giganti.
Un governo formato da responsabili dei tre poli, preferibilmente intelligenti, puliti ed Europeisti sarebbe molto gradito anche nella comunità ne sono sicuro e forse questa terribile e vergognosa gara al ribasso della dignità Italiana comincerebbe a cambiare rotta e con lei (faticosamente) cambierebbero anche le povere giornate di disoccupati e lavoratori.
domenica 30 ottobre 2011
COMUNE

Cari compagni
giovedì 27 ottobre 2011
FINE MESE

venerdì 21 ottobre 2011
IO FOLGORATO SULLA VIA DEL MURO

Dopo il crollo del muro di Berlino, nel 1989, una depressione devastante si impadronì dei miei pensieri, costringendomi per quasi due anni ad una sorta di assenza vegetativa. Certamente era un crollo della mia comunità di affetti ma anche delle idealizzazioni effimere che avevo costruito in quegli anni per rendere omaggio ad un ideale dell’Io in cui si alienavano la mia libertà e la mia creatività.
La delusione per il perduto orizzonte del progresso umano e il contatto costante con alcuni amici, che mi aprirono le porte al pensiero della crisi e alla cultura del pessimismo, mi fecero incontrare il mostro contro il quale avevo per tanti anni combattuto inutilmente: il nichilismo. Non il nichilismo dei filosofi, la critica della metafisica e l’alienazione originaria dell’Occidente di cui parla Emanuele Severino, ma il senso della vuotezza, una fascinazione del cupio dissolvi che attanagliava il mio corpo come una camicia di forza. Le alternative razionalizzanti alla fine del messianesimo mondano della rivoluzione proletaria non davano nessuna risposta, come non la davano i nuovi saperi emergenti, che attraverso lo studio della mente ripropongono l’evoluzionismo come unica spiegazione possibile delle metamorfosi della vita.
Ci sono molte cose convincenti nell’evoluzionismo, ma c’è un’obiezione dell’esistenza che si ribella alla doppia contingenza del nascere per caso e del vivere per funzionare come parti di un processo che, però, può fare anche a meno di te. Evoluzionismo, casualità e funzionalismo non consentono di attribuire alcun valore in sé a nessun evento della nostra esistenza quotidiana; tutto ciò che facciamo e siamo finisce per essere il mero risultato di una sequenza di fatti casuali e funzionali, senza alcuna dignità. Può sembrare paradossale, ma casualità e funzionalismo non sono contraddittori: il caso lascia accadere gli eventi nella loro successione lineare e la funzione li seleziona in vista della loro utilità nell’evoluzione successiva. Io non esisto prima perché sono una pura possibilità e non esisto dopo perché sono un mero supporto di una catena successiva. Il venire al mondo di un essere umano non ha nessun significato nella sequenza dell’evoluzione.
E non è tanto per rivendicare la mia illusoria libertà di decidere o il significato della mia volontà di esistere che mi rivolto contro l’evoluzionismo, ma per la ragione che non accetto, o meglio, che non riesco ad accettare di essere soltanto una particella insignificante del moto incessante della materia vivente.
In fondo, anche l’evoluzionismo è nichilista, poiché il nichilismo non riguarda la possibilità della metafisica o i rapporti che la ragione istituisce fra essere e divenire secondo uniformità calcolabili, ma la negazione del «valore» come segno di una irriducibilità o di un’eccedenza rispetto alla neurobiologia. Senza il «valore», e il soggetto che lo incarna, non si capisce neppure in virtù di che cosa siamo abilitati a pensare, a parlare e ad interrogarci. Ma il «chi è» che diviene consapevole dell’insignificanza cosmica non si lascia ridurre ad una pura increspatura della stessa insignificanza. Nichilismo, evoluzionismo e relativismo conducono tutti allo stesso risultato: la vita non vale niente, è un puro funzionale equivalente a qualsiasi altro fattore che si inserisca nella catena evolutiva ai fini della riproduzione della vita materiale.
Attraversando gli strati della mia esperienza, ripercorrendo le cose che ho fatto, gli amori e le passioni che ho vissuto, mi sono persuaso che la mia destinazione sia da sempre stata segnata dal profondo desiderio di sconfiggere le potenze che tendono all’annichilimento di ogni significato. Sembra naturale che, a questo punto della storia, si torni a riflettere sul tema che ha segnato le vicende dell’Occidente: il rapporto fra l’umano e il divino, poiché solo la presenza del divino nell’umano potrebbe gettare un ponte tra la nostra dolorosa finitezza e la gioiosa giostra delle galassie e delle stelle. L’ineludibile questione di Dio si è presentata, così, alla mia mente sotto l’aspetto apparentemente innocuo dei preti che ho incontrato e di uno in particolare che mi ha chiesto di cercare insieme, senza dare nulla per scontato. Certo, l’immagine di Dio può apparire un punto fermo nella precipitosa corsa nella quale giorno per giorno siamo coinvolti. Ho letto molti libri su come e perché gli esseri umani hanno pensato che la terra e il sole fossero creati da un dio onnipotente e onnisciente. Tutta la storia della nostra civiltà, a partire dalle tradizioni più antiche dell’Egitto e della Mesopotamia, testimonia come gli esseri umani abbiano immaginato di essere salvati dal pericolo della morte da un dio che, dall’alto del proprio trono, ogni tanto volgesse lo sguardo a ciò che accadeva sulla terra. Ma confesso che questo percorso fra storia e teologia mi restituisce una figura divina troppo metafisica per non apparire, come ha scritto di recente Lopez, una pura proiezione psicologica degli esseri umani.
Infatti, in questa visione del Dio onnipotente, l’umano e il divino rimangono due poli troppo distanti per consentirci di accettare il dolore e la sofferenza, le malattie e la morte, le stragi e i genocidi. La storia umana non può essere «salvata» – non nel senso di una redenzione ma nel senso della comprensione del significato di ciò che è accaduto e accade – senza che il divino innervi intimamente le vicende terrene degli uomini e delle donne in carne e ossa.
Ecco perché sono stato affettivamente colpito dal Vangelo di Gesù Cristo e dalla sua predicazione nella terra di Galilea. La nascita di Cristo è, infatti, una rottura epocale rispetto al tradizionale modo di vedere il rapporto fra Dio e mondo, fra divino e umano, una discontinuità assoluta rispetto a tutte le ipotesi di configurazione del Dio delle religioni. Il Verbo incarnato, l’essere Figlio dell’uomo e figlio di Dio, che assume i connotati di una persona fisica, in un tempo determinato, in un luogo preciso e assolutamente fuori anche dalla stessa attesa messianica delle scritture bibliche, è una rottura totale della continuità del tempo storico.
La nascita di Cristo, come evento impensabile e impensato nelle sue caratteristiche concrete, ci immerge in una temporalità che non è il flusso ordinato degli avvenimenti, ma una dimensione di contestualità di presenza e pienezza che, non a caso, dà origine a un nuovo calcolo dei giorni e degli anni. Cristo è come il punto zero che a lungo i matematici hanno cercato di rintracciare e che non può essere ricondotto allo schema dell’inizio e della fine. Eppure, questa trascendenza incarnata appare profondamente mischiata alla carne e al sangue dell’uomo. Solo questa contestualità può consentire di parlare di Cristo come Persona, poiché, come sostiene ancora Lopez, la Persona non è la segmentazione dell’Io e dell’Es, della natura e della cultura, ma la consapevolezza unitaria di una molteplicità che si integra nelle diverse parti umane e divine.
Quando mi capita di assistere alla proiezione dello straordinario film di Pasolini Il Vangelo secondo Matteo ho la sensazione che quella figura biancovestita pronunci frasi e parole che vanno oltre la filosofia greca e la sapienza orientale, per arrivare fin dentro al cuore delle persone, e non ci si può stupire più che quell’uomo sia Dio e che Dio sia un uomo.
DI PIETRO BARCELLONA 2010
DICO QUEL CHE PENSO E FACCIO CIO' CHE DICO
"Dico quel che penso e faccio ciò che dico"era una frase che mi ripeteva sempre un obiettore di coscenza, sembrava una morulaccia nel contesto in cui me lo diceva invece con gli anni si è trasformata in una linea da seguire, è un peso e una misura per aiutarmi a capire chi ho attorno, non giudicare, ma capire a chi posso o chi no dare fiducia o dare mè stesso.
Io personalmente seguo questa linea, lo faccio al massimo delle mie potenzialità, non lo pretendo dagli altri perchè mi porterebbe via concentrazione e forza utili a mè stesso, essere coerente è quasi un secondo lavoro, basta accendere qualsiasi mezzo di informazio ed eccola minata, deviata.
Se l'Italia fosse coerente con la sua costituzione saremmo in queste condizioni?
non credo proprio.
Ripeto la mia non vuole essere una morale (sono l'ultimo) è solo un pensiero delle 6 di mattina di un Sabato 22 Ottobre, mentre spiano una Moca da 3 e ascolto il giornale radio..........
mercoledì 19 ottobre 2011
TUTTI UGUALI

martedì 18 ottobre 2011
IN KIUSURA

Cari compagni
lunedì 17 ottobre 2011
IN APERTURA
Secondo il genio di Pansa il B.B tipo è : ragazzo dei centri sociali, piccolo anarchico insurezionalista, avanguardista di sinistra e vari appartenenti di celluline sinistroidi, cominciamo bene il 17/10.
Fortuna che ci soccorre la Cina rallentando la sua avanzata economica e perdendo per strada qualche punto di P.I.L.......
Bè è arrivato Cristian andiamo a spiegargli il suo lavoro e continuiamo il mio
GIORNO 17OTT2011

Cari Compagni
domenica 16 ottobre 2011
17/10/2011

TRINCEA

INDIGNATI

Cari compagni
AC/DC
lunedì 10 ottobre 2011
MO PENSA TE'

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio
In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.
I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.
L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.
Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.
Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.
Il giorno dopo................., affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una.
Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 € la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.
Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.
Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti.
Il costo dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.
Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune.
Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).
Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.
Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.
Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ...
Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate.
Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.
Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte.
Noi li chiamiamo fratelli Mercato.
Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.
Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.
mercoledì 28 settembre 2011
I CONTI DEL DUCETTO

Oggi per radio ho sentito uno spezzone di intervista al sindaco Alemanno, Si quel fascistello che si è insediato grazie all'esaltazione di paura e insicurezza, quello che ha costruito la campagna elettorale sulla morte di una povera donna, uccisa nella solitudine e nel buio di una piccola stazione fuori Roma, ora invece un giorno si e uno no si sparano dagli scooter in centro città, quel Alemanno che ha fatto piangere di paura mia nonna (non scherzo) al riaffiorare di certi ricordi quando al tg ha visto troppe braccia tese che lo festeggiavano.
Quel Alemanno nella sopracitata intervista si lamentava del patto di stabilità imposto ai comuni e della sua incazzatura nel non poter pagare pur avendo i soldi in cassa, continuando come per incanto è spuntato il solito buco della sinistra, 2400 milioni di euro (come puo esserci un buco se ha appena detto che i soldi in cassa li ha è un mistero) poi, e qui cè da rendergli onore,
è stato il primo ad ammettere un buco di altri 400 milioni fatto dalla sua amministrazione.
A questo punto mi sono ritrovato in auto ha rimuginare sugli anni di Roma sinistra e quelli di Roma destra, ecco i conti della serva: Roma con qualche mese di break è stato governato da sinistri per dal 1976 al 2008 cioè 31 anni, dividendo i 2400 milioni per 31 danno un indebitamento di 77milioni l'anno, na bella maialata è?
Alemanno il pseudofascista ligt invece ha governato dal 2008 al 2011 cioè 3 anni, quindi dividendo 400milioni per 3 dà un indebitamento di 133milioni l'anno.
L'analisi politica è ha vostra discrezione, per la mia mi appoggio ad un cartello visto su "FEISBUC": BASTAVA NON VOTARLI.
Ad Alemanno invece dico con estrema sincerità e rispetto di licenziare chi gli prepara i discorsi e subito dopo andarsene anche lui con parentopoli annessa.
Rudi Toselli
sabato 24 settembre 2011
MEGLIO INDEBITARSI FORTE

E’ nato tutto da un piano di rientro collegato alla crisi impostomi da un grosso istituto, volevano qualche migliaio di euro al mese, euro che non entravano , naturalmente avvertivo l’istituto e anche se con un poco di ritardo facevo fronte alla rata,intanto che loro dolcemente mi dicevano non si preoccupi la mia centrale rischi diventava un campo di battaglia, poi una rateizzazione con equitalia e via con la riduzione a catena dei castelletti. Ora le cose si stanno riprendendo, lavorativamente parlando, ma sapete che cè di “nuovo”?, cè che non mi rialzano i castelletti, quindi io alla fine del mese anche avendo regolari fatture di clienti solventi da presentare e potere con fatica fare fronte al tram tram economico, sono costretto a salti mortali, decine di telefonate per elemosinare un pochino di spazio e poter pagare questo o quello, dall’altro capo del telefono quando sono sfiniti i responsabili dicono: va bene per questo mese può sforare il castelletto (che copro a scadenza immediatamente ma che naturalmente macchia la fedina reetinghina ). Faccio passare qualche settimana e naturalmente ritorno a chiedere di alzarmi i castelletti e gli stessi mi rispondono: lo faremmo volentieri ma il reating non è bello e continua ad entrare ed uscire dallo scoperto, con questa situazione e lo storico abbiamo le mani legate.
Mi chiedo se non sia meglio avere caterve di debiti con le banche, perché queste sono talmente ottuse che continuano a tenerti in piedi solo se ne devi a vagoni e lo fanno fino al default di entrambi.
Una cosa è certa: bunga bunga o Milanese o Penati, sono certamente disgrazie e disgraziati da mettere a posto, ma se non si allunga e anticipa lo sguardo su tanti istituti di credito e sulla loro poca lungimiranza, qui tranne il governo salta tutto.
Rudi
domenica 18 settembre 2011
GRUFOLATORE DEL CONSIGLIO

Cari Compagni
sabato 17 settembre 2011
DI SANA E ROBUSTA INDIGNAZIONE

Cari compagni










