giovedì 2 maggio 2013

#CIOCAPIATTI


(B) sull’Imu: abolirla o niente sostegno al governo Letta. Ecco dove ci siamo infilati, l’idillio non è durato nemmeno 24 ore e il partner scelto si è già dimostrato per quello che è e che tutti sapevamo, un padrone.

Ma porca Eva dove credevate di andare con le larghe intese condivise con un partito come la PDL?

Voi dirigenti del PD avete usato il mio voto, mio, per rimettere al governo personaggi indecenti e pensavate pure di poter lavorare, oltre ad applaudire mentre vi indirizzavano ingiurie non siete nemmeno riusciti a capire l’abc, non avete avuto le palle per tornare al voto, non avete avuto l’intelligenza di trattare con l’ M5S avete messo al posto di Bersani un giovane vecchio, un uomo nuovo e onesto certo, ma che oramai era infangato fino alle orecchie della lordura di anni nei palazzi. Oggi (B) punta i piedi per lìImu e domani? E quando arriveremo al nodo giustizia? Ma queste domande in tutte quelle riunioni notturne non ve le siete poste? di che c……o parlavate? Nessuno si è posto il problema che Alfano da sabato scorso può ficcare il naso in tutti i processi del suo padrone?

Una cosa sicura da questa tornata elettorale è emersa, ed è che quando uno dei tanti puffaroli, ciocapiatti della PDL si presenterà da Floris o chi per lui e dirà che è colpa del PD se l’Italia è nella MERDA, bè colui avrà ragione e questo è sicuro.

Incazzatissimo

Rudi Toselli

lunedì 22 aprile 2013

Non siamo nulla


COMPAGNI

Stamattina una mia dipendente è arrivata abbastanza scossa e provata, al che gli ho fatto la battuta di rito su un fine settimana di follie con il compagno, mai così inopportuno visto che il motivo del suo malessere era quelli di aver assistito ad un suicidio, il padre di 4 figli trentenne si era gettato dal balcone cadendogli quasi davanti.Il tutto mi ha naturalmente portato a riflettere sulla nostra piccola Italia e i suoi non responsabili, mi ha fatto e mi sta facendo riflettere sui trattamenti che il popolo sovrano riceve dal mondo economico e da quello politico, mondi che il popolo mantiene, si i tipici cani che mordono la mano che gli da il mangiare, peccato che i cani non lo fanno quasi mai e se capita si beccano un calcio nel sedere.Questi invece niente chi ha la finanza in mano continua a padroneggiare e chi ha la politica continua a gioca re a Risiko, il lavoro, la vita e la dignità non si ricordano nemmeno che esistono e lo abbiamo visto bene nelle sceneggiate dell’ultimo mese. Dramma dove il protagonista è stato il PD, partito che si professa storicamente più vicino al popolo, ma mai cosi lontano.

Rudi Toselli  

giovedì 18 aprile 2013

BAMBINI

NO MORE HURT IN A PEOPLE
NON PIU' DEL MALE A UN POPOLO

OGGI E' MORTO IL PARTITO DEMOCRATICO


Compagni.

Oggi 18/4/2013 muore il PD se mai, tranne che per i rimborsi elettorali e per gli inciuci è nato, Questa querelle sui candidati al Quirinale è stato uno spettacolo abominevole, il trattamento riservato a Renzi è stato abominevole e abominevole è stata anche la gestione del colloquiare con il M5S, certo Grillo non è stato particolarmente affabile ma quello che chiedeva era di sinistra, lo chiedeva troppo violentemente? Certamente sì, ma il PD doveva capire per primo che i grillini sono troppo giovani ma loro sono troppo vecchi e granitici. La politica è mediazione, mediazione non inciucio, il PD ha scelto ancora una volta la strada più comodo addirittura a braccetto con Berlusconi.
Qui nelle aziende le priorità sono altre, sarò ripetitivo, ma credito e imposte sarebbero le discussioni di cui si vorrebbe sentire parlare e almeno speriamo che fatto il Presidente della Repubblica, si riesca a fare un governicchio e da lì almeno che si parta a fare qualche cosa, ma ho finito sia la fiducia che la pazienza.

Rudi Toselli

mercoledì 17 aprile 2013

Italietta

Compagni
Se qualcuno non sblocca i liquidi non c'è politica che tenga. Se lasciano morire gli imprenditori tutto si fermerà inevitabilmente l'Italia cadrà in una sorta di blocco completo e si spalancheranno le porte a disagi e violenze. Vi sembro apocalittico? Non credo proprio perchè anche se non fa nulla la gente ha capito che tutto ció sarebbe evitabile.

Costruzioni

Costruire dal nulla è la nostra missione, aiutare il cliente è una priorità

martedì 2 aprile 2013

NOI INGENUI LETTORI

C
OMPAGNI

Dire della mia simpatia per Renzi è superfluo e leggere una pagina di quotidiano scritta da un altrettanto bravo Marco Lillo che riporta solo un elenco ricopiato, condito di qualche mera illazione e volutamente avvolto di “misteri” mi ha alquanto deluso, non tanto per l’attacco, basso ma ci può stare, ma perché da un quotidiano come il fatto non me lo sarei aspettato, oppure mi sarei aspettato la linea per cui ho sottoscritto gli abbonamenti dal giorno che è nato e cioè che Renzi è impaginabile come (B), come Bersani, Monti, Alemanno, ecc. ecc. finendo a Grillo e Casaleggio.

Invece a questi ultimi due si riserva la solita mano leggera come un qualsiasi organo di partito, voi oggi siete diventati a tutti gli effetti un organo di “movimento” perché non scrivere nulla sulla Casaleggio Associati è quantomeno strano avendo parlato dei 5 mila euro donati a Renzi da G.Roberto Vitale socio di Chiarelettere ma anche  buonissimo suo cliente, o debbo pensare che è per il nobile non sputare nel piatto in cui si mangia, visto che il direttore editoriale di Chiarelettere è  L.Fazio socio fondatore proprio del Fatto Quotidiano?  

Continuando nella lettura della galassia che ruota attorno alla Casaleggio Associati spuntano nomi che a un quotidiano come quello che credevo di conoscere avrebbero fatto venire la bava alla bocca ad esempio un certo Sassoon ex esperto ed editorialista del sole24ore immanicato con la lobby della camera di commercio Americana in Italia e quindi, penso io, un uomo che di stipendi da operaio ne guadagna a fiumi, o che nel 2004 la Casaleggio Associati  ha sottoscritto un partenariato con la Americana Enamics che ha per clienti Coca Cola, Microsoft, Standard e Poor’s, Shell, per non dire la Barclays Bank, quella che ha taroccato i tassi di interesse sui prestiti fra banche truffando miliardi di dollaroni ad aziende e popolazioni mondiali.

Forse tutto questo buonismo nei confronti di Casaleggio e adepti potrebbe scaturire dal fatto che le rotative del Fatto Quotidiano sono partite quasi all’unisono con la cometa M5S ter anni fa? E non ci sarebbe nulla di male, basterebbe dirlo e non fare questa figuraccia da ipocriti.

Rudi Toselli

INTERESSANTE DA MICRO MEGA

Grillo e il suo spin doctor: la Casaleggio Associati
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In pochi anni Beppe Grillo e il suo blog sono diventati un vero e proprio fenomeno della Rete, l’esperimento di maggior successo in Italia di un movimento nato e cresciuto sul web nel nome della democrazia digitale, dell’orizzontalità della comunicazione e della trasparenza. Ma dietro a questo risultato c’è una strategia ben pianificata. Anzi, ci sono un nome e un’azienda: Casaleggio Associati. Ecco di cosa si tratta.

di Pietro Orsatti, da MicroMega 5/2010

Per raccontare il successo di un progetto non si può evitare di parlare di chi lo ha ideato, palesemente o nell’ombra non importa. Parliamo della svolta mediatica e politica di Beppe Grillo. Vero e proprio fenomeno che da deriva post-televisiva oggi diventa movimento e oggetto politico 2.0, come ormai va di moda definire chi usa internet per la propria comunicazione. Chi è l’ideatore di questa svolta del comico genovese, trasformatosi da uomo di spettacolo a vero e proprio profeta della «democrazia digitale»? Un nome e un’azienda. Casaleggio Associati.

È la Casaleggio Associati a curare direttamente il blog di Grillo, la rete dei Meetup, la comunicazione esterna, la strategia del movimento sulla Rete. E non solo, è anche la casa editrice che cura tutte le pubblicazioni, in Rete e non, del comico genovese e anche parte dell’organizzazione dei suoi tour. Neanche Grillo fa mistero che il suo ritorno di visibilità e il grande impatto del movimento dei «grillini» sia dovuto in gran parte alla sinergia con questa azienda specializzata nella comunicazione e nel marketing digitale. Una strategia chiaramente esplicitata, quella della Casaleggio. «Le reti sono ovunque intorno a noi. Fino a qualche anno fa, le relazioni tra persone, oggetti ed eventi erano attribuite al caso. L’unico modo per ipotizzare il funzionamento dei sistemi complessi era attribuirne le ragioni ad avvenimenti casuali. La vita e l’evoluzione delle reti seguono invece leggi precise e la conoscenza di queste regole ci permette di utilizzare le reti a nostro vantaggio». Così viene presentato l’ultimo sforzo editoriale del gruppo «Tu sei Rete», bibbia del nuovo credo internettiano.

Per capire le origini del fenomeno Casaleggio, è necessario partire dalle fibrillazioni societarie di Telecom fra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. O meglio, è fondamentale analizzare le vicende di un’azienda del gruppo allora nelle mani di Tronchetti Provera e della Pirelli, la Webegg. Amministratore delegato della società è all’epoca Gianroberto Casaleggio. Non lasciamoci ingannare dal suo aspetto da nerd smanettone, dalla sua capigliatura da studente fuori corso della Berkeley University, Gianroberto è uno dei massimi esperti in Italia di web, reti sociali (social network), marketing elettronico. Ed è lui, insieme ad altri quattro dipendenti dell’azienda della galassia Telecom (Enrico Sassoon, Luca Eleuteri, il fratello Davide Casaleggio e Mario Bucchich) a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati.

Ma torniamo al «prima». Di cosa si occupava la Webegg? La Webegg Spa nel 2002, anno del suo massimo sviluppo e in cui Gianroberto Casaleggio è l’uomo di vertice, risulta essere «un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende e della pubblica amministrazione in Rete», come si apprende dai documenti sul sito aziendale che indicano la sua mission. Anzi, si tratta in quel momento del gruppo leader nel settore. Reti interne ed esterne, efficienza aziendale, internet, capacità di penetrazione dei prodotti sul mercato attraverso il web marketing e, per le pubbliche amministrazioni, sistemi di efficienza mirati all’e-governance. Insomma un grande giro di affari potenziale, ma forse una società nata in troppo anticipo sui tempi e infatti ben presto oggetto di veloci cambi di mano.

La Webegg all’epoca è una società controllata al 69,8 per cento da I.T. Telecom Spa a sua volta controllata al 100 per cento da Telecom Italia. Poi, esattamente fra giugno e luglio 2004, I.T. Telecom Spa sottoscrive un contratto con un’altra azienda del settore in rapida ascesa, la Value Partners Spa, cui cede il pacchetto azionario detenuto in Webegg. Per ottenere la maggioranza di Webegg vengono sborsati 43 milioni di euro mentre il resto delle azioni, pari al 30,2 per cento, rimane nel portafoglio di un’altra azienda della galassia di società Telecom, la Finsiel. Tutto ciò viene riportato dalla stampa specializzata dell’epoca, come una delle operazioni di fusioni strategiche più importanti nel settore. Ma non ci si ferma qui. In seguito ad altre operazioni di fusioni e riassetti interni alla Value Partners, nasce Value Team, azienda leader nelle consulenze aziendali non solo in termini contenutistici ma anche della sicurezza digitale. Dopo questo vortice di fusioni e vendite il gruppo di dipendenti della Webegg che ruota attorno all’ormai ex amministratore delegato decide di dare vita al nuovo progetto della Casaleggio Associati. E portandosi dietro un pacchetto nutrito di rapporti, partnership e competenze. Quali?

Per capire di cosa stiamo parlando è necessario svelare prima chi sono le figure chiave della Casaleggio Associati oggi e della Webegg prima. Partendo da Enrico Sassoon, giornalista, dal 1977 al 2003 nel gruppo Il Sole-24 Ore, già direttore responsabile di L’Impresa-Rivista Italiana di Management, della rivista Impresa Ambiente e del settimanale Mondo Economico. Da suo curriculum pubblico apprendiamo anche che «è stato direttore scientifico del gruppo Il Sole-24 Ore». Nel 1998 Sassoon è amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby indirizzata a favorire i rapporti commerciali delle corporation americane in Italia e il cui presidente è tuttora il vice di Microsoft Italia, Umberto Paolucci. Proprio nel consiglio di amministrazione dell’American Chamber of Commerce in Italy si comprende quale sia uno dei fattori di successo nelle relazioni della Casaleggio Associati. Oltre a Paolucci compaiono nel 1998 altri personaggi di grande spessore. La lista pubblicata al momento della nomina di Sasson vedeva, fra gli altri: Gian Battista Merlo, presidente e amministratore delegato Exxon Mobil Mediterranea Srl; Gianmaria Donà dalle Rose, amministratore delegato Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia; Massimiliano Magrini, country manager Google Italia; Luciano Martucci, presidente e amministratore delegato Ibm Italia Spa; Gina Nieri, consigliere di amministrazione Mediaset Spa; Maria Pierdicchi, direttore generale Standard & Poor’s; Massimo Ponzellini, presidente Impregilo Spa; Cristina Ravelli, country legal director The Walt Disney Co. Italia Spa; Dario Rinero, presidente e amministratore delegato Coca-Cola Hbc Italia Srl; Cesare Romiti, presidente onorario Rcs.

Oggi nell’American Chamber of Commerce in Italy troviamo altre figure di spicco come Gianluca Comin, dirigente Enel, e Giuseppe Cattaneo dell’Aspen Institute Italia, il prestigioso pensatoio, creatura di Gianni Letta, presieduto da Giulio Tremonti. E l’Aspen Institute pesa, ovunque agisca. Luogo di incontro fra intellettuali, economisti, politici, scienziati e imprese. Nell’Aspen transita l’élite italiana, che faccia riferimento al centro-destra o al centro-sinistra. Con quali finalità? «L’internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del paese attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori, conoscenze e interessi comuni», si legge nella mission dell’istituto. E in che modo? «Il “metodo Aspen” privilegia il confronto e il dibattito “a porte chiuse”, favorisce le relazioni interpersonali e consente un effettivo aggiornamento dei temi in discussione. Attorno al tavolo Aspen discutono leader del mondo industriale, economico, finanziario, politico, sociale e culturale in condizioni di assoluta riservatezza e di libertà espressiva».

È Sassoon, quindi, l’uomo delle relazioni al massimo livello della Casaleggio Associati. Siede ai vertici di organizzazioni d’élite, ha relazioni, opportunità di accedere alle giuste informazioni. L’uomo, giustamente, del business. E che fa capire quanto il gruppo Casaleggio Associati non sia affatto un collettivo di nerd smanettoni, ma uno dei pensatoi più accreditati per quanto riguarda le potenzialità di mercato della Rete nel nostro paese.

Il teorico e inventore del gruppo è invece Gianroberto Casaleggio. «È stato dirigente», si legge sul suo curriculum, «di aziende ad alto indirizzo tecnologico», e la sua principale attività, oltre a curare personalmente l’oggetto mediatico Grillo (e Di Pietro, oggi) è quella della pubblicistica. E anche Casaleggio ha una storia «aziendale» di rilievo, parallela anche se meno convenzionale a quella di Sassoon. Inizia infatti a farsi notare non in un laboratorio di qualche campus, ma nell’Olivetti di Roberto Colaninno, e qualche anno dopo diventa amministratore delegato di Webegg, come abbiamo già detto suo trampolino di lancio in seguito come guru nostrano della rivoluzione della Rete. La Webegg ha origine da una joint-venture tra Olivetti e Finsiel (della Telecom), ma nel 2002 l’azienda di Ivrea cede il suo 50 per cento alla Telecom. Intanto Casaleggio ha dato vita a un’altra società, la Netikos, dove siede per alcuni mesi nel consiglio di amministrazione accanto a un figlio di Colaninno (Michele). Ma è un’avventura di breve durata, o forse solo il momento di transito per creare con i vecchi amici della Webegg qualcosa di totalmente nuovo. E infatti nel 2004 Gianroberto chiude baracca e burattini e va a fondare con altri dirigenti Webegg la Casaleggio Associati, attuale editore di Beppe Grillo. Tutto qua? Certo che no. La Casaleggio è molto di più, anche se apparentemente sembra avere un ruolo «periferico» nello sviluppo delle strategie di marketing sulla Rete.

Gianroberto scrive molto spesso sia sul sito del gruppo che su molti giornali di temi legati alla Rete. «L’organizzazione di Rete», si legge nel suo curriculum online, «i modelli di e-business e il web marketing sono tematiche che ha approfondito e applicato a società italiane negli ultimi otto anni, anche grazie a una relazione costante con i riferimenti mondiali del settore». Per lui la Rete è un’ossessione, più di un mezzo, più di un media. Ne è un teorico e uno dei guru delle nuove frontiere del marketing digitale e di cosa si possa fare attraverso i social network grazie a strategie di marketing «virale», forma di promozione non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio a un numero esponenziale di utenti.

Casaleggio ha capito in anticipo, almeno per quanto riguarda il mercato italiano, quali siano le potenzialità del web e dei social network. E individua una nuova figura di venditore propagandista in parte consapevole e in parte no: l’influencer. «Online il 90 per cento dei contenuti è creato dal 10 per cento degli utenti, queste persone sono gli influencer», scrive in un articolo Casaleggio, «quando si accede alla Rete per avere un’informazione, si accede a un’informazione che di solito è integrata dall’influencer o è creata direttamente dall’influencer. L’influencer è un asset aziendale, senza l’influencer non si può vendere, c’è una statistica molto interessante per le cosiddette mamme online, il 96 per cento di tutte le mamme online che effettuano un acquisto negli Stati Uniti, è influenzato dalle opinioni di altre mamme online che sono le mamme online influencer». Se andiamo ad analizzare il sistema di diffusione online del fenomeno Beppe Grillo è facile constatare quanto questa strategia sia efficace. E non solo per Grillo, visto che il numero dei clienti e delle partnership italiane e statunitensi vanno ben oltre alla promozione del comico genovese. Oltre quanto?

Nel 2004, a pochi mesi dalla sua nascita, la Casaleggio Associati annunciò pubblicamente attraverso le agenzie di stampa la nascita della partnership con Enamics, società statunitense leader in Business Technology Management (Btm). La Enamics ha una rete di relazioni aziendali impressionante sia dirette che indirette grazie anche a una rete di partnership consolidata e da più di 6 anni con due altre aziende del settore, la Future Considerations e la Ibm Tivoli. Spiccano, come si legge nel board sia di Enamics che dei sui partner, nomi come Pepsico, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro Usa), Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller. E poi ancora: Coca Cola, Bp, Barclaycard, Addax Petroleum, Shell, Tesco, Kpmg Llp, Carbon Trust, Unido (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (Lfpa). Ecco quindi la rete di relazioni, teoriche e aziendali, della Casaleggio Associati con le aziende più quotate del settore negli Stati Uniti. Comunicazione, e-commerce, reti web, sicurezza. Gli stessi settori della Webegg prima e di Casaleggio e soci poi.

Sassoon e Casaleggio, sul rapporto dei due si gioca tutto il peso del progetto della Casaleggio Associati. Da un lato l’uomo delle relazioni «tradizionali» con il mondo della finanza e della politica italiana, dall’altro il super-esperto con reti di rapporti consolidate e partnership oltre oceano. Non si tratta quindi solo di sperimentare nuove forme di marketing, si tratta di una solida base di business. E questo la Casaleggio Associati fa.

Se qualcuno pensava ancora che la Casaleggio Associati fosse solo un gruppo di persone appassionate della comunicazione in Rete che si dedica al blog di Beppe Grillo (e a quello, ricordiamolo, di Antonio Di Pietro), dopo aver letto di questo vorticoso intreccio di partnership aziendali, clienti, collaborazioni, si dovrà ricredere. Qualche domanda se la stanno ponendo, per esempio, molti «grillini» della prima ora che nel corso degli ultimi anni hanno criticato alcune virate di Beppe Grillo, castigatore senza pietà dei costumi delle imprese italiane che lentamente (oltre all’ex padrone di Casaleggio, Telecom) sono uscite fuori dal mirino del neo-Savonarola (l’associazione non è nostra ma della stessa Casaleggio) ligure.

Ora Grillo parla quasi esclusivamente di politica e di politici. E dov’è finito il «messaggio» della prima ora, quello della lotta contro il «signoraggio monetario»? Se qualcuno sulla rete dei Meetup o nei commenti sul blog di Grillo pone l’interrogativo si vedrà cancellare o non pubblicare la propria opinione. E chi cura direttamente e capillarmente il blog di Grillo e la rete dei Meetup? Il fratello di Gianroberto Casaleggio, Davide. Dopo tutto le regole della «moderazione» sul web le detta chi mette in Rete una determinata piattaforma o sito. Funziona così ovunque, funziona così anche sul sito di Grillo. Certi argomenti, determinate domande non compaiono. Abbiamo fatto personalmente una prova, «postando» sul blog di Grillo determinati temi scomodi e il commento non veniva approvato. Compariva solo se si utilizzava un determinato termine spezzato dalla punteggiatura. Ma anche in questo caso il commento dopo poco spariva. Come su YouTube, dove video che criticano esplicitamete il rapporto fra Casaleggio e Grillo scompaiono con frequenza impressionante, così avviene per gli interventi nei Meetup più «popolati». Ma la Rete è più ampia di quanto la Casaleggio possa controllare e qualche Meetup riesce a sfuggire.

A fare i conti con il controllo sulla comunicazione collegata al fenomeno Grillo esercitato da Casaleggio è stato nel 2007 il blogger e giornalista Piero Ricca. Chiamato per moltiplicare le offerte sul sito e per attrarre nuovi utenti e nuovi «commentatori». Probabilmente ci si era resi conto che in quella fase il sito, per la parte degli interventi del pubblico, era «stagnante», che a commentare i post di grillo erano sempre gli stessi, anche se sempre tanti. Quindi la scelta cade su un blogger emergente, Ricca appunto. E che da accordi avrebbe dovuto essere pagato dalla Casaleggio Associati. Duecento euro a intervista forfettari spese incluse. Compenso che però, secondo Ricca, non gli viene corrisposto nei termini concordati all’inizio e Gianroberto Casaleggio ricontratterebbe la collaborazione chiedendogli di occuparsi della comunicazione di alcune aziende sanitarie. Ricca rifiuta. Da qui secondo Ricca il conflitto, e non si procede né sul piano economico né sulla ridefinizione del rapporto contenutistico della collaborazione e la situazione precipita. «A questo punto interpello direttamente Beppe Grillo – racconta Ricca – (…) Lui è informato della decisione di Gianroberto Casaleggio. (…) Osserva che “negli aspetti manageriali” del blog lui non entra. Ritiene però, fidandosi del gestore, che la difficoltà non sia di natura economica. Forse il problema – dice – è «l’eccessiva aggressività» di qualche intervista. (…) Poi si gira verso di me ed esprime un disagio: “Ti vedo sospettoso, non essere sospettoso”». E Ricca scompare dal blog di Grillo. Solo per un contenzioso relativo ai 200 euro spese incluse pattuiti per ciascuna intervista? Secondo Gianroberto Casaleggio, a quanto risulterebbe dalle dichiarazioni rilasciate sul blog di Grillo e su vari Meetup, sì. Fine della storia. Abbiamo fatto richiesta di spiegazioni via mail e non abbiamo ottenuto risposta.

Qualcosa intanto si sarebbe incrinato negli ultimi tempi anche nel rapporto che la Casaleggio Associati ha instaurato con Antonio Di Pietro e l’Idv. Delle crepe si erano manifestate già nel corso della campagna elettorale dell’anno scorso. Alcuni candidati «di peso» come Luigi De Magistris avevano gentilmente rifiutato di affidarsi al modello Casaleggio preferendo fare da sé. La ragione era molto semplice. Il modello offerto dalla Casaleggio Associati è estremamente centralizzato. A scatola chiusa. Per lavorare con loro, per usufruire dei loro servizi, è necessario affidarsi totalmente alla loro organizzazione. E questo, inevitabilmente, può entrare in contrasto con le logiche della politica. Un contrasto, segnalano in molti dell’entourage di Tonino Di Pietro, che in queste ultime settimane starebbe portando a una rottura. Bocche cucite, ufficialmente, sia sul fronte politico che su quello aziendale, ma ormai in molti si attendono da un momento all’altro l’annuncio del divorzio.

Ritorniamo però alle strategie di marketing (politico e no) della Casaleggio Associati, e agli influencer e all’importanza che viene loro data, e non solo da questa società italiana. Si legge sul sito web della Microsoft: «Uno studio della società statunitense Rubicon Consulting ha tracciato il profilo degli influencer, la loro diffusione e le modalità di comunicazione e di propagazione dei loro messaggi. Le comunità online, gli spazi dove agiscono gli influencer, non sono tutte uguali, ognuna ha peculiarità proprie». Non si capisce se questo brano l’abbia scritto Gianroberto Casaleggio stesso o se a questo testo del gigante statunitense si sia rifatto. E poi l’articolo della Microsoft prosegue: «Le comunità online originate dalle connessioni, come Facebook, sono le più frequentate (25 per cento degli utenti) e le più importanti per i giovani sotto i 20 anni, seguono, con circa il 20 per cento, quelle con attività in comune e condivisione di interessi. La maggior parte degli utenti delle comunità ha un’età tra i 20 e i 40 anni. In questo contesto operano gli influencer». Ecco fatto il ritratto del militante «grillino» tipo. E chi sono gli influencer di Grillo, dove si muovono, dove agiscono? All’inizio sulla rete di Meetup, la piattaforma a pagamento statunitense molto pubblicizzata dalla Casaleggio Associati e dai loro partner statunitensi è praticamente obbligatoria per chi voglia aderire alla rete degli amici di Grillo. Poi su YouTube e Facebook. È qui che si è creata la fortuna del messaggio di Grillo, nell’uso controllato capillarmente dalla Casaleggio Associati di questi mezzi.

E come si inseriscono le componenti individuate da Casaleggio prima e da Microsoft poi (o viceversa?) nella strategia che il gruppo starebbe sperimentando? E quali sono i contenuti e le strategie di un gruppo che non fa mistero di avere un’idea ben precisa di cosa siano e cosa dovrebbero essere la democrazia e la politica? Ci sono due video illuminanti di quale sia l’ideologia che muove Gianroberto Casaleggio e i suoi soci. Il primo, del 2007, attualmente scomparso dal sito aziendale ma ancora rintracciabile sul web, si rivolge all’informazione. Il titolo è inequivocabile: Prometeus – La Rivoluzione dei media. E vediamo il contenuto. «L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo di Prometeus. Tutto è iniziato con la Rivoluzione dei media con internet alla fine del secolo scorso… la Rete include e unifica tutto il contenuto: Google compra Microsoft, Amazon compra Yahoo! diventando così i leader mondiali dell’informazione assieme a Bbc, Cnn e Cctv… La pubblicità è scelta dai creatori di contenuti, dagli stessi autori e diventa informazione, confronto, esperienza. Nel 2020 Lawrence Lessing, l’autore di Cultura Libera diventa ministro della Giustizia degli Stati Uniti e dichiara il copyright illegale. Dispositivi che replicano i cinque sensi sono ormai disponibili nei mondi virtuali. La realtà può essere replicata in Second Life. (…) Nel 2022 Google lancia Prometeus l’interfaccia standard degli Agav. Amazon crea Place, un’azienda che replica la realtà. Puoi andare su Marte, alla battaglia di Waterloo, al SuperBowl di persona. È reale! (…) Nel 2027 Second Life si evolve in Spirit. La vendita di memoria diventa una normale attività commerciale. Nel 2050 Prometeus compra Place e Spirit. La vita è virtuale è il mercato più grande del Pianeta. Prometeus finanzia tutte le missioni spaziali alla ricerca di nuovi mondi per i propri clienti, gli avatar terrestri». No, non è il sequel di Nirvana di Gabriele Salvatores e meno che mai la sceneggiatura di Atto di forza con Arnold Schwarzenegger. Questo è, secondo Casaleggio Associati, un video di «scenario» inserito come messaggio di identità aziendale.

Il secondo video invece parla di politica. Si intitola Gaia, il futuro della politica ed è tuttora ben visibile sulla homepage del sito aziendale. Al contrario del precedente, in inglese ma sottotitolato in italiano, questo è disponibile in inglese e spagnolo. Immagini e plot simili. Si inizia con un pastone che racconta per brevi linee i progressi della comunicazione politica nella storia, accostando con qualche azzardo Savonarola, Gengis Khan, Obama, Beppe Grillo, Hitler, Mussolini, Bill Clinton (ovviamente sulla strategie di innovazione della propaganda più che della comunicazione) e poi, come nel video precedente, si lancia in previsioni future, in cui Google, ancora una volta, diventa il centro della rinascita della democrazia diretta fino a quando, dopo una terza guerra mondiale, la popolazione della Terra si riduce a solo un miliardo di abitanti e alla fine, grazie ovviamente alla Rete, nasce Gaia, il nuovo governo mondiale. E poi: «Ogni essere umano può diventare presidente e controllare il governo attraverso la Rete. In Gaia i partiti, la politica, le ideologie e le religioni scompaiono». Non temete, nel 2054, non prima.

(30 settembre 2010)
Se coperto da copy rigt mi scuso. avvertitemi che lo cancello RUDI

venerdì 29 marzo 2013

AL FATTO.Q.


Cara Redazione

So che non vi piacciono le critiche, ma esservi asserviti alla causa di Grillo credo non abbia dato ciò che avevate sperato, sia chiaro, pur non votandolo era quello che speravo anche io e cioè, dopo aver visto una sua vittoria lo volevo veder mantenere i sui ideali di pulizia e onestà ma anche una dimostrazione di alta intelligenza e alta professionalità per sedersi al fianco di una sinistra che anche essa ha dimostrato pur se più timidamente di volere un cambiamento.

Invece Beppe Grillo ha spiazzato tutti dimostrandosi un bambino con un giocattolo troppo grosso fra le mani e dimostrando che il suo posto è su un palco a denunciare e non in un governo a decidere. Peccato poteva essere una bella esperienza e un bellissimo trampolino per la nostra Italia.

Rudi Toselli

lunedì 25 marzo 2013

ORSU' BEPPE!!!!!


Compagni

Il PD può avere fatto tutti gli errori del mondo, si è lasciato attirare nel vortice del potere e ha giocato sicuramente per non mollare le poltrone, ma questo è il passato, chi in percentuale al suo peso nella società non è sceso a patti? Chi non ha giocato per sé stesso fottendosene degli altri?

Penso siano pochissimi quelli che possono scagliare la prima pietra e penso anche che sia ora che il M5S e il suo fondatore incomincino a pensare a quello che stanno facendo, onore alla loro vittoria, che non è quella elettorale visto che centinaia di migliaia dei voti presi erano voti di stizza, ma alla vittoria più grande, quella di avere scosso forte le coscienze, di aver mostrato che il popolo può ancora tanto e che la politica è al suo servizio, che può servire anche spendendo meno e che serve solo se cè un popolo da guidare. Ora il dialogo con il PD è obbligatorio perché non è vero che i partiti siano tutti uguali e non è vero che sia tutto da rottamare, rottamare letteralmente, ci sono donne e uomini in politica che hanno ancora tanto da dare e con l’aiuto e diciamolo pure con un senso di “grande fratello” sul capo, con tanti giovani portati dall’ M5S a sbloccare questo clientelismo, questo familismo, sangue nuovo per la specie dirigenziale e  politica, sangue nuovo nelle società partecipate, nei CDA delle banche, possono dimostrare che con un minimo di serietà e con impegno i nostri colossi industriali, telecomunicativi e finanziari sono ancora all’avanguardia nel mondo, con il loro senso di primavera sono un richiamo sicuro per i nostri ricercatori sparsi per il mondo e possono riportare il nostro paese al posto in cui merita e cioè fra i primi tre in Europa, possono riportarci in Europa a testa alta per dire ai Tedeschi che la UE non è roba loro, che le loro banche fino all’inizio dei fallimenti degli stati erano marce più delle nostre, con quei ragazzi si può andare a Bruxelles e cucire una vera bandiera Europea dove il mondo del lavoro e della finanza abbiano pesi e misure uguali da nord a sud.

Orsù Beppe ma veramente pensi di potere dipiù di quello che sei già riuscito a fare? Davvero sei pronto a giocarti questo grande cambiamento per un  tuo ego?

Rudi Toselli

domenica 24 marzo 2013

RIPETERE PER RESISTERE

Compagni
Dall’inizio: Un anno prima della crisi un grosso cliente, si parla in lire, sui tre miliardi l’anno ha cambiato fornitore, nel mercato è “normale” resta il fatto che in quattro e quattro otto abbiamo dovuto ristrutturare con macchinari nuovi, parco clienti nuovo e cambio totale di tipologia prodotto, sempre meccanica ma anzi che carrelli elevatori, oggi costruiamo particolari per macchine automatiche.

La ristrutturazione dispendiosa in tutti i termini ci ha accompagnato con grossi sforzi su tutti i lati sia umani che economici fino all’inizio della crisi, dove in pochi mesi il fatturato, fatto cento si è ridotto a trenta. La storia sarebbe troppo lunga e ripetitiva quindi arrivo all’ultimo anno 2012/2013 l’anno dove il problema piu grosso sono stati i pagamenti e l’accesso al credito che non cera. Nello scorso Febbraio l’impiegato di una banca  con cui lavoro ha sbagliato nel digitare una data e per un giorno, poco meno di 24 ore sono rimasto sconfinato di 130.000 euro, non vero, ma così è il sistema, apriti cielo, pioggia di telefonate ecce ecc, seguite da spiegazioni, fax, mail e incontri con direttori per ore e ore di lavoro mio, pagato da mè, sembrava tutto a posto fino a dicembre 2012 quando ho cominciato a sondare gli istituti per un leasing, indovinate un po’? si vedeva ancora la segnalazione e tutti mi schivavano come la peste, lo stesso istituto tre giorni fa mi chiama e mi mette al corrente che sono segnalato dal crif per non aver pagato la rata di un mutuo, questo mutuo è per un piano di rientro impostomi in piena crisi da un altro istituto (tanto per dare una mano), bè telefono al secondo istituto esponendo il il problema del primo e questo di prima mi dice che loro non c’entrano, al che gli dico che sono loro per forza perché è l’unico mutuo acceso. Per farla breve, con il terremoto come è noto avevano sospeso le rate, ma guarda un po’ il sistema non lo sapeva e ha inserito i nominativi nei cattivi pagatori, ricomincia a telefonare a destra e sinistra per spiegazioni, cancellazioni e documenti di chiarimento per gli altri istituti.

Io non so se sono riuscito con questa mia a fare capire lo schifo e l’indifferenza che gli istituti di credito ci riservano (non solo a mè), non so se si è capito bene le condizioni in cui operiamo e i costi che debbo spalmare sul mio prodotto.

Questa è la situazione, se non è chiara sapete dove sono.

R.T 

TELAI

Compagni
Salvare la nostra manuallita e' un dovere istituzionale come intervenire sul costo del lavoro, abbassando le imposte e comunque lasciando più danaro hai lavoratori e rivoluzionare il potere bankario avvicinandolo allo zero.





ARTE?

A tempo perso mi diverto cosi'. Peccato che ora di tempo da perdere ne ho sempar ad men........


Figli

Compagni
Stamattina ho fatto i compiti con mio figlio (v elementare) e mi sono accorto di quanto io non sia stato attento alla maestra Bignami. Delle elementari i ricordi più vivi oltre quelli degli amici, che tra l'altro vedo ancora tutti, sono il ritratto di Leone dietro la maestra, che sulla lavagna anzi che scrivere buoni e cattivi, scrivevamo democristiani e comunisti e quando ci mandarono a casa alle dieci di mattina e ci fecero scrivere sul quaderno che le lezioni venivano interrotte perché avevano rapito Aldo Moro.
Voglio qui adesso prendere un impegno con mè stesso, voglio fare delle interviste hai bambini/e sulle loro giornate e su quello che sanno del mondo che li circonda,  i ragazzini di oggi si dice che siano più avanti che quando lo eravamo noi e lo si deduce dal perché gli dai un cellulare in mano e dopo quattro attimi già lo usano come esperti, oppure che le ragazzine vendono le loro foto su internet per una ricarica. Voglio dimostrare che i nostri figli saranno capaci di cambiare questo MONDACCIO.

  Rudi

sabato 23 marzo 2013

LARGHE OFFESE


 
Compagni
Oggi è un giorno triste e non certo per la buffonata che mette in piedi il PDL in piazza del popolo, pensate manifestano per questioni gravi da risolvere di cui la metà sono colpevoli e l’altra metà non hanno mosso un dito in quasi venti anni di governo, sentirli parlare ora mai mi schifa, ad esempio Venerdì per radio intervistavano Tremonti e ad una domanda per una soluzione economica che dovrà essere del nuovo governo, ha risposto: per problemi grandi ci vogliono numeri grandi, loro avevano senatori e deputati a iosa e quelli che non avevano li comperavano e cosa hanno risolto?
Comunque eccoci alla tristezza di oggi, il nuovo governo che Bersani sta tentando di puntellare, rattoppare, costruire come quella mamma che cucì il costume di Arlecchino dovrebbe traghettarci con forza e imponenza fra i lupi, nessuno che abbia il coraggio di dire che le strade percorribili visto che Grillo la sua là già transennata, siano il ritorno alle urne entro autunno oppure la schifosaggine più grossa che mi farà, ci farà  la sinistra e cioè le larghe intese con i Bagarozzi di cui sopra ho scritto.

Spero vivamente che Bersani ci pensi bene in questo fine settimana e spero anche che non stiano pensando a un D’Alema presidente.
Rudi toselli

mercoledì 20 marzo 2013

INNOVAZIONE E FUTURO

Compagni
Oggi sono sei mesi che sbatto la testa contro muri di gomma (per fortuna), dopo tre anni di sofferenza con un calo di fatturato di 3/4, con una ristrutturazione aziendale del 80%, con ipoteche, con punturoni di liquidi (tutti) ecc ecc intravedo un lumicino e da buon imprenditore cosa faccio? chiedo aiuto per investire su un nuovo macchinario Taglio Laser in FIBRA OTTICA, oltre che il mio a 10 anni e annessa tecnologia, questo nuovo abbatterebbe i costi di energia fino al 40/50%, abbatterebbe le immissioni in atmosfera di polveri sottili, calerebbe il consumo di gas nobili come l'azoto e non per ultima risparmierei decine di miliaia di euro all'anno per la manutenzione , nell'ultimo anno ci ho buttato 25.000 euro.
Tecnologia nuova, maggiore produzione, maggiore produzione aumento di fatturato e aumento di spazio per nuove commesse che naturalmente si trasformerebbero in ore per i dipendenti e magari in qualche assunzione, ma secondo voi interessa a qualcuno?
Ogni giorno gli istituti mi propinano un qualche inciampo nuovo e pensate che di quello che chiedo ho già una fiduciaria (della Regione) che assicurerebbe alla banca l'85% del finanziamento e potrei presentando il contratto del macchinario rientrare nell'acceso ad un aiuto a fondo perduto anche questo della regione Emilia Romagna.
Ma secondo voi interessa a qualcuno?
Se la politica non sblocca questo strapotere bancario nei confronti delle piccole aziende il resto è innutile, fra due/tre anni avremo delle aziende schifosamente vecchie e la competitività all'età della pietra. Ma secondo voi interessa a qualcuno?

  Rudi

VORAGINE DEMENZIALE

Compagni
La lotta è aspra, la politica risponde con peti, le banche ci seppelliscono e chi ha a cuore il proprio lavoro non ha più nessun appoggio.
Rimane l'unica strada percorrobile, l'anarchia, il fai da tè e come la mettiamo con chi ha bisognio? con chi è gia tardi per qualsiasi soluzione tranne la "carità"? queste ultime persone sono veramente sacrificabili? possiamo vivere con una spada di Damocle sempre sul capo? Grecia qualche mese fa e Cipro ieri ci hanno mostrato la debolezza della comunità Europea, la comunià Europea è a mio avviso l'ultimo baluardo contro quanto scritto sopra, ma ci stanno mostrando una ottusità o peggio un asservilismo alla Germania a dir poco disarmante. Per non dare una mancianta di miliardi alla Grecia ne hanno fatti perdere centnaia di miliaia alle borse e deviato un fiume di danaro verso i Krucchi, poi arriva Draghi e aiuta la Grecia, ieri stessa storia per non dare 12 euro a testa (ogni Europeo unito) e salvare Cipro si ripercorre la stessa strada con già gli stessi Krucchi che si leccano i baffi.
Il nostro nuovo governo detto di sinistra o giù di lì, deve garantire che gambizzerà lo strapotere bancario, deve entrare a gamba tesa in Europa e finalmente unirla risolti questi due nodi e a seguire le solite  schifezze che non stò a rielencare il nostro paese guarirà.

  Rudi

sabato 29 dicembre 2012

CAVALIERI

Il sorbo s è fatto rosso e l'acqua azzurra.
La luna a sciolto le briglie.
Come un cavaliere malinconico.
Cosi' diceva Esenin parlando del suo cavaliere e noi invece come possiamo mettere in poesia il nostro?

Decenni separano il cavaliere dalle sue dame
miniere di diamanti alle sue consorti
Con un sol colpo
 capace di inginocchiare a sé un paese
peccato essere il suo.
Vita galante e di battaglie grondante
al singolar tenzone con magistrati e comunisti
Lui solo paladino della libertà.
Un urna ce lo diede e tante croci su fogli
tracciate da matite
croci che mai come in seggio
danno specchio di ignoranza.

Non sono un poeta e sinceramente la musa ispiratrice è triste, resta il fatto che oggi ha preso il treno con la sua donzella (un vagone intero del freccia rossa) e questo dovrebbe fare di lui un uomo nuovo sotto elezioni, peccato che solo ieri abbia firmato per spendere 100.000 euro al giorno senza battere ciglio.

venerdì 14 dicembre 2012

Konsiglen

Credo che tutto questo can can sulla presunta ingerenza crucca ed europea sia l'ennesimo dito per non vedere la luna. Forse loro non sono disposti a sputtanarsi venti anni come abbiamo fatto noi (+20) e senza tante tiritere lo dicono apertamente. Potremmo una volta non fare i fighetti e ascoltare?

domenica 25 novembre 2012

PRIMARIE......

Quasi 4 milioni di donne e uomini hanno ancora una volta dato voce alla democrazia andando alle primarie, lo hanno fatto pur sapendo che appena la politica si reimpossesserà degli scranni governativi bisognerà badare con il "fucile" alle loro azioni.
Il ballottaggio fra Bersani e Renzi era praticamente predetto dai Maya, ma non è detto che siano solo i voti di Vendola a pesare sui piatti, a mio avviso e da quello che ho notato nei seggi da mè visitati, nel Modenese, potrebbero essere decisivi i giovani, si i giovani erano pochi e se capissero quanto vale la loro voce oggi ecco che le primarie, o meglio il suo ballottaggio sarebbe veramente lo specchio di quel poco di sinistra che è rimasto, quella sinistra che vuole emergere, poi dovrebbero anche riflettere sul fatto che se non vai alle urne, poi non devi nemmeno lamentarti di chi ne esce vincitore, anzi questo vale per tutti e per tutte le elezioni.

PRIMARIE

Ore otto e trenta in una delle tante sezioni, la mia, l'affluenza era buona ma sembrava più un reparto di geriatria, il tavolo delle registrazioni ON LINE, praticamente inutilizzato....
Speriamo che la gioventù sfrutti il pomeriggio.
PS. questa mattina Modena senza il quotidiano PUBBLICO: Hanno rapinato il furgone questa notte in autostrada.

sabato 24 novembre 2012



SABBAT

Oggi si ozia ma le aziende chiuse, quelle come la mia costano qualche migliaio di euro comunque. A che pro un azienda o una attività commerciale deve costare anche se non produce? Oltre tutto anche ciò va nel cesto della competitività.

PUNTI DI VISTA


secondo mè stiamo ragionando su due piani diversi, cioè io ragiono dal punto di vista del mio piccolo e dei piccoli come me e invece sindacati e associazioni ragionano solo sulle realtà giganti. Tutte e due importanti ma con problemi totalmente diversi. Ad esempio, le piccole realtà prima mettono in gioco tutto il loro reddito e non solo, quelle grandi invece fanno il contrario (la cronaca docet).
Bisognerebbe imparare a scindere le une dalle altre e provare a mettere sui banchi di scuola non solo l’Edison o la Tim o la Fiat o che ne so io, ma anche la Peppino lo stagnaro e figli oppure Giorgio saldature srl, o anche Gigetto legna secca.
A questo punto secondo me spunta una grossa ignoranza, l’Italia però è su questi che campa e la Camusso anche lei ragiona sui grossi numeri, qui da noi manda fancazzisti che si spacciano per sindacalisti, mai una soluzione, mai una scintilla positiva, sembrano tutti preti appena usciti dal seminario.

giovedì 22 novembre 2012

CREDERE X FARE

Cari
Non ci capisco piu nulla, qui il lavoro sembra finalmente non mancare, naturalmente arriva come fosse un impianto di irrigazione a goccia, ma arriva, come arrivano proposte di affari inperdibili.
Avere qualche (abbastanza) soldo a disposizione ci sarebbe l'imbarazzo della scelta tra capannoni industriali a metà prezzo, macchine operatrici nuove ecc ecc, l'unico ostacolo per quelli come mè che stanno attraversato la crisi prendendo botte da ogni lato, ma sempre in piedi, sono i finanziamenti è la fiducia. Sono arrivato anche a capire la non fiducia perchè vedo quello che vedono i presunti e unici finanziatori, cioè il futuro a singhiozzo, come potersi fidare?
Forse bisognerebbe iniziare ad essere meno tecnici e tornare come negli anni 70, quando i capi officina abbandonavano un posto fisso sicuro, facevano debiti per quattro muri e un tornio e davano il via alle loro attività, il 90% di questi capitani coraggiosi hanno fatto i pilastri dell'Italia che vediamo adesso (la parte sana) queste persone i quegli anni facevano salti nel buio e con loro i finanziatori, oggi che cosa è cambiato, i finanziatori credono di più alla borsa ai derivati, alla finanza creativa?
Anche questo puo essere giusto, ma come diceva il caro Marx: i soldi non vengono dai soldi, ma dal lavoro manifatturiero, la creazione della materia prima al prodotto finito creano danaro, il resto prima o poi rimane solo cartaccia firmata e abbiamo visto come è finita.
Se qualche uomo di finanza mi leggerà mai, gli chiedo solo di pensare a questo mio ragionamento neanche tanto innovativo o rivoluzionario.

    Rudi Toselli

martedì 20 novembre 2012

LA CRISI SPIEGATA AI BIMBI

Ormai non si sente parlare d’altro.


La crisi occupa da mesi le prime pagine dei giornali, i titoli dei tg, e sta condizionando pesantemente la nostra vita di tutti i giorni, con tagli, aumenti delle tasse, proteste e manifestazioni in tutti i paesi del mondo.

Economie Industrializzate.

Ma come è potuto accadere che paesi ricchi come gli stati uniti o quelli dell’europa, si siano trovati in difficoltà? Per parlarne bisogna partire da come sono organizzate le economie dei grandi stati industrializzati. “i sistemi economici sono basati sulle industrie, che producono beni(per esempio le automobili) o servizi come le grandi compagnie telefoniche”. Per funzionare le aziende hanno bisogno di due componenti fondamentali: i capitali (soldi) da investire nelle loro attività e la forza lavoro, cioè le persone che prestano la loro opera nell’azienda stessa.

E qui il cerchio si chiude: le persone ricevono per le loro prestazioni, uno stipendio, grazie al quale possono poi permettersi a loro volta di acquistare i beni e servizi prodotti dalla propria o da altre aziende.

Fin qui è tutto abbastanza semplice: è come quando tu aiuti la nonna a fare la spesa, lei ti da la paghetta che tu usi per comprare gelati o figurine ecc.

Ma esattamente come fai tu quando raggiungi un bel gruzzoletto, cosi le persone che lavorano devono mettere i loro risparmi (cioè quello che resta dello stipendio dopo tasse e spese varie) in un poto “sicuro”: che non è piu sotto il materasso come faceva il nonno, ma in banca. Le banche comunque non sono dei mega salvadanai, custodiscono i nostri risparmi ma non li tengono chiusi in cassaforte, a loro volta li investono in diversi settori, o li danno ad altre persone sotto forma di mutui o prestiti, o alle aziende, chiedendo in cambio oltre alla restituzione della cifra, una somma aggiuntiva, cioè gli interessi.

Eccesso di domanda

Proprio i prestiti sono stati uno dei motivi per cui nel 2008 è scoppiata la grande crisi negli Stati Uniti moltissime persone hanno fatto richiesta di mutui alle banche per comprarsi le case e gli istituti di credito hanno concesso soldi anche a chi non aveva garanzie di poterli restituire (per esempio persone disoccupate o con un reddito inferiore alle rate dei mutui avuti). A loro volta poi le banche hanno ceduto questi prestiti su cui non avevano nessuna garanzia ad altre banche. Ma per colpa dei troppi crediti concessi alcune sono fallite e hanno innescato la crisi.

Contagio Mondiale

A differenza della grande crisi del 1929, che aveva coinvolto principalmente gli USA in questo caso la crisi si è diffusa rapidamente perché con la globalizzazione, tutti i paesi dipendono ormai uno dall’altro. Così, dopo le banche sono state colpite le borse, cioè i luoghi dove si comprano e vendono titoli e azioni, vale a dire pezzettini di proprietà di una azienda, che chiunque puo acquistare e che valgono piu o meno a seconda dello stato di salute dell’azienda. L’andamento della borse dipende molto dai mercati, in periodi di crisi le banche non concedono facilmente prestiti, nemmeno alle aziende, che quindi non possono finanziare i loro investimenti.

Le aziende quindi i titoli perdono così di valore e fanno calare gli indici , cioè l’andamento della borsa.

Dalle banche a tutti noi

Tutto questo appartiene però al mondo della grande finanza: perché allora la crisi ha colpito anche le famiglie?

Il crollo delle banche ha influenzato negativamente le grandi aziende, che non anno piu ricevuto prestiti per fare investimenti. Questo ha provocato perdite di soldi e licenziamenti, molta gente è rimasta senza lavoro e di conseguenza sono diminuite le entrate tributarie degli stati (le tasse) Ma gli stati continuano ad avere molte uscite (spese per stipendi, sanità, pensioni ecc ecc) e hanno visto aumentare a dismisura i loro debiti che non riescono piu a saldare: ha questo punto è subentrato il rischio di fallimento e la caduta di alcuni governi.

Rimedi

Quindi dobbiamo rassegnarci?

Non abbiamo armi davanti a questa crisi?

Le soluzioni esistono, anche se non è facile metterle in atto. Per prima cosa le banche dovrebbero riprendere a fare circolare il denaro, concedendo prestiti ad aziende e privati. Poi è necessario combattere l’evasione fiscale: se tutti pagassero le tasse, il bilancio dello stato potrebbe essere meno negativo e si potrebbero riprendere gli investimenti, anche la corruzione è un aspetto molto negativo ma la strada cè, ma non sarà una cosa semplice.

Da  Focus Junior

lunedì 19 novembre 2012

FORZA MELONI

Leggo che Giorgia Meloni si candida alle primarie per la destra. Io sono molto lontano da quel partito credo anzi che non sia nemmeno un partito, ma che sia una specie di fondazione dove un centinaio di capoccia hanno coperto un sacco di nefandezze e fatto girare nelle loro tasche cifre da capogiro,nostre, di seguito tutti i portaborse, leccapiedi, politici finiti e politi-cotti da svezzare siano scivolati volenti o nolenti in un vortice schifoso lungo 20 anni, appoggiato naturalmente, e questo non lo capirò mai, dalla maggioranza del popolo Italiano. Detto questo credo che la Meloni sia una donna seria e abbastanza fuori da tutto quello che è la PDL, lei viene da AN e li sembra che dio,patria e onore siano il programma principale.


Magari con una persona del genere a capo di questo partito potrebbe esserci anche un dialogo, ma avrà la forza e il seguito per staccare tutte le sanguisughe di cui ho parlato sopra? Fatto rimane che la maggioranza di malviventi dal colletto bianco sono di questo partito, la PDL, e ad oggi di tutti di tutti i danni fatti dagli scandali provati e trovati, di tutti i nomi di persone fisiche resi noti, non è stato reso agli Italiani nulla, ne finanziariamente e neppure eticamente.



Rudi Toselli

TRE CORDE

Cara Redazione



Ad un mio intervento che trattava della mancanza di interventi bancari Italiani,Europei e FMI per aiutare le aziende ad attraversare questa crisi su di un forum, un forumante ha scritto: bisogna che aspettiamo le elezioni in Germania, credo abbia ragione, ma questo mi preoccupa ulteriormente perché sottolinea la grossa infiltrazione politica nel mondo del credito. Magari negli altri paesi non è un grosso problema anche se eticamente parlando dovrebbero essere due mondi ben distinti, ma qui in Italia forse è il problema primario che viene anche prima di quello dell’evasione fiscale e del costo del lavoro.

Eccoli i tre punti che tengono immobili le imprese autoctone e che minano la fiducia delle imprese estere sul nostro territorio ed ecco anche i tre punti che risolverebbero tantissimi problemi.

Troppa politica nell’economia, troppa evasione fiscale e costo del lavoro troppo alto.

Mi sa tanto che se solo si volesse fare, sarebbe un attimo dissolvere questo nodo, ma qui il problema piu grosso sembra quello di con chi và Casini, ma che vada a casa sua, che qui di CASINI ne abbiamo a sufficienza.



Rudi Toselli


domenica 18 novembre 2012

Macchine da guerra

Buon giorno

si fatica anche a partorire una qualche riflessione da sottoporvi senza dover cadere nell’ovvio, ad esempio: come possiamo discutere di economia e di impresa se tutti i nostri politici riempiono le pagine dei quotidiani con zuffe su legge elettorale e primarie?

Da ambo le parti ci stanno ricascando tutti, si avvicina il momento dove o si tiene o si perde la poltrona e come per incanto sparisce tutto il resto, nascosto come un giocattolo che per ora ci ha stancato, sempre lì comunque da rispolverare alla prossima ondata di indignazione popolare, come se l’indignazione andasse e venisse tipo marea, peccato che questo moto ondoso non lo decide la luna ma le rotative e le redazioni dei telegiornali.

Qui nell’Italia che prende decisioni piccole o grandi, giusto o, speriamo di no, sbagliate, ma comunque decisioni che si portano nel proprio zaino (non divisibili equamente e “democraticamente con balzelli e accise) mi piacerebbe sapere se le nostre care banche nazionali, europee o FMI hanno intenzione di pensare seriamente alla spinta da dare al mondo del lavoro, se il governo, i sindacati e Confindustria stanno discutendo seriamente di competitività, produttività e costo del lavoro e in ultimo, ma non meno importante, se visto anche gli ultimi scontri con gli studenti, si stia pensando ad un dialogo serio e costruttivo fra mondo scolastico e mondo del lavoro dove istruzione, progettazione e produzione siano una cosa sola, una macchina da guerra, l’unica per risolvere questo maledetto e lunghissimo periodo di crisi.

Rudi Toselli


sabato 17 novembre 2012

PICCOLO SFOGO PERSONALE


Sono un piccolo imprenditore di provincia qui nella bassa Bolognese. La mia azienda opera nel settore carpenteria medio leggera, tagliamo lamiere con il laser, le pieghiamo, lavoriamo saldiamo ecc consegnando al cliente il prodotto finito con trattamenti termici o superficiali quali zincature o verniciature, facciamo anche piccoli assemblaggi, in somma la dinamicità non ci manca e dal 2008 siamo performanti più che un pokemoon di mio figlio.
Siamo in 12 io e mio padre esclusi e ci avvaliamo di una decina di fornitori esterni, siamo piccoli ma il movimento di materie è buono e da qualche mese si vede un leggero orizzonte, opaco e stretto certo, ma meglio del buio totale di poco tempo fa, visto lo spiraglio, vista l’acquisizione di nuovi clienti solventi e visto che il cuore dell’azienda cioè la macchina taglio laser ha più di dieci anni abbiamo optato per una macchina nuova, di nuova concezione, sempre laser ma a fibre ottiche, risparmi di energia, di gas nobili e meno immissione di polveri nell’ambiente, in somma un balzo avanti, come si dice: mentre purtroppo in molti si precipita noi in tanto tentiamo di costruirci le ali.
Eccomi al punto, naturalmente questa crisi ci ha gambizzato ma come ho detto prima i numeri si assestano. Questa macchina costa 350.000 euri e naturalmente ho chiesto a tre aziende di leasing, una di queste ci ha già finanziato il laser vecchio per piu o meno la stessa cifra e altre due macchine piegatrici per un valore di altri 150/200.000 non ricordo bene, comunque regolarmente finiti di saldare nel 2009/10, comunque sia il commercialista che lo stesso venditore del laser fibra mi hanno già disegnato un grigio futuro sulle mie richieste e questo è bastato a gettarmi nello sconforto, mi faccio mille domande e una fra queste è: perché tutti mi hanno chiesto chili di carta fra fax e presentazioni, alcuni il previsionale 2013, ci pensa? Il previsionale 2013, mi piacerebbe chiedere il loro, tutti si è parlato con telefoni e mail, ma nessuno che abbia detto vi veniamo a vedere, veniamo a conoscere questi uomini che vorrebbero investire in questo momento, veniamo a guardare negli occhi queste persone.
Io credo nella mia azienda, ma non credo che l’affare andrà in porto, si arenerà sulle “sofferenze” degli anni pregressi e questo è quanto. Triste vedere faccioni incravattati che parlano di pungulare, investimenti, coraggio, luce in fondo al tunnel, creazione di posti di lavoro ecc ecc . Molto triste e oltraggioso.
Dai speriamo bene.

mercoledì 14 novembre 2012

Diagniosi chiara, ma per pochi.

Oggi sulla rete sono apparse alcune foto di giovani caricati e pestati a sangue dai soliti celerini, che siano questi ragazzi rei di qualche misfatto o no non sta a mè deciderlo.
posso pero dire che un governo che permette questi scempi alla democrazia e alla liberta di manifestazione è un governo malato, un governo leggero e disattento alla temperatura del popolo, un popolo che a che ieri a dato grossi segni di stanchezza al punto che due ministri hanno dovuto battere in ritirata con l'elicottero.
ora la mia domanda e': che cosa aspettano che succeda ancora prima di riconoscere il mal di pancia sociale diffuso?

domenica 28 ottobre 2012

Il mondo del lavoro e' in seria difficolta con lui la popolazione di operai movimentiati dell'economia reale.

sabato 15 settembre 2012

Renzi

Ho ascoltato ilRenzi a Verona.
Debbo dire che da tempo un discorso non mi dava emozione, dovevo ascoltare Fidel su youtube, diciamo che non è la stessa cosa ma Renzi parla a livello nostro intendi chiaramente quello che vuole dire e il suo sguardo non è consumato e stanco, i suoi occhi non sfuggono. Ho chiesto a qualche responsabile del PD che ho come amico su Facebook cosa ne pensasse di questo uomo che si autocandidava alle primarie e le risposte e.rano sempre quelle: Per governare l'Italia e per essere considerati in Europa ci vuole esperienza ed anni di navigazione fra i turbolenti mari della politica. Bene aiutatelo in questa maniera, state fuori dalla "ribalta" e date a lui l'aiuto che serve.

sabato 8 settembre 2012

INVESTI CHE TI PASSA

Cari Kompagni
Da Bill Emmot che stimo a Mario Monti che pure stimo (con qualche riserva) chiedono alle imprese di investire per il futuro e creare posti di lavoro, io ho la terza media, fatico a ricordarmi le tabelline complici anche le macchinette e ho una picola impresa con dieci famiglie piu la mia a cui pensare. Ora per vecchiezza del macchinario, per stare al passo con i tempi e per un cospiquo risparmio energetico dovrei cambiare il mio taglio LASER con un nuovo taglio in FIBRE OTTICHE. Già questa estate con previsioni scarse ho preso una ragazza in più in officina (per ora ho scommesso giusto) ma per comperare questo nuovo attrezzo che non è una villa o un suv devo scommettere svariate centinaia di miliaia di euri che non ho, Le mie carte in mano sono, promesse di commesse, richieste di calo prezzi a fronte di piu qualità e calo dei lotti minimi, per capirci: una commessa di 2500 euro che mi viene fatta è composta da 90/120 codici diversi da gestire, max 10 pezzi tutti uguali e sporadicamente qualche centinaio, ma molto sporadicamente, poi ci sono le dieci famiglie piu la mia e quella di mio padre. Sul piatto cè il taglio a fibre ottiche e il futuro dell'azienda. Il mio avversario invece in mano ha la mia azienda che viene da un quadriennio di lacrime e sangue, ha i soldi da darmi ad un tasso del 6.7% anziche il 4.2% di germania e francia e ogni settimana mi spulcia il previsionale.
Il gioco è aperto.

Rudi Toselli

DA INTERNET

Reset Italia 31 agosto 2012


Discorso immaginario della Madonna alle Pussy Riot

“Figlie mie, mi chiedete di diventare femminista e di cacciare Putin, ma che cosa vi fa supporre che io non sia femminista? E che cosa vi fa supporre che io possa intervenire nelle tristi vicende umane? Al più potreste chiederlo a mio Figlio. Oppure volete che sia io a chiederlo a lui? Io non gli chiedo più nulla da quando mi rispose in maniera poco garbata alle festa per le nozze di Cana. Mi permisi di fargli notare che i commensali non avevano più vino, e lui: «Che vuoi da me, o donna?» (Gv 2,4). Sarebbe un po’ come dire: perché non t’impicci degli affari tuoi? Ma non è la sola volta che mi vidi trattata con poca delicatezza. Un giorno gli apostoli dissero a Gesù: «Ecco: tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e chiedono di parlarti» (Mt 12, 48), e il caro figlio rispose: « Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?… Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi mi è fratello, sorella e madre» (Mt 12, 49 – 50). Ma vi pare il modo, figlie mie, di accogliere la propria madre? E dire che proprio io avevo fatto la volontà del Padre, accogliendo un bimbo nel mio grembo. Certo, detto fra noi, avrei preferito una bambina, ma non sarebbe stato possibile: l’avrebbero lapidata prima ancora di farla andare in giro a predicare la buona novella, e mai ci sarebbe stato lo scandalo della croce, al più ci sarebbe stato lo scandalo della pietra. Ma torniamo ai miei rapporti con Gesù. Già da ragazzino mi rispondeva in maniera non tanto carina. Quando io e Giuseppe lo perdemmo e angosciati lo cercammo per tre giorni e lo ritrovammo nel tempio, io gli chiesi: «Figlio, perché hai fatto questo? Ecco, tuo padre ed io, addolorati, ti cercavamo!». E lui, anziché chiedere scusa e mostrarsi dispiaciuto, mi rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?» (Lc 3,48 – 49). Ma non ci poteva avvertire che sarebbe andato al tempio senza di noi? Solo all’ultimo, prima di morire sulla croce, ebbe un pensiero gentile verso di me, quando disse: «Donna, ecco tuo figlio!». E al discepolo che amava (forse più di me): «Ecco tua madre!» (Gv 19, 26 – 27). Certo, avrei preferito mi avesse chiamato mamma, anziché donna. Però era sempre un bel pensiero per la sua mamma. Vi ho detto queste cose, care figlie, per farvi capire che io, come voi, sono una vittima del dominio maschile. Mi chiamate Madre di Dio, ma sono gli uomini ad aver stabilito che io sia la Madre di Dio, in realtà io sono solo la mamma di Gesù. Mi chiamate Vergine, ma sono stati gli uomini ad aver stabilito che io sia rimasta vergine per tutta la vita. Eppure Gesù aveva ben detto: «Quello che Dio ha congiunto l’uomo non separi» (Mt 19, 6). Per quale motivo dunque io avrei dovuto fare la separata in casa? Povero Giuseppe! Già aveva dovuto accettare un figlio non suo, potevo mai rifiutargli l’amore degli sposi benedetto da Dio? Ma agli uomini fa piacere che io sia rimasta vergine, al punto da sostenere che neppure il Bambinello nascendo abbia lacerato il mio imene. Con grande passione (tutta maschile) hanno stabilito che «il Figlio primogenito non diminuì la mia verginale integrità, ma la consacrò» (Lumen Gentium 57, nota 10). Ma tornando alle vostra preghiera di cacciare Putin, a dire il vero, neppure Dio interviene nelle vicende umane. E se non lo fa Dio, posso mai farlo io? Siete voi, e la gente come voi, che deve pensare a rovesciare i potenti della terra. Quanto a me, state tranquille, ché non mi avete offeso per niente, avete urtato la sensibilità di qualche baciapile, e avete dato fastidio ai potenti, e per questo vi hanno condannato. Io ho sorriso, vedendovi danzare.

Carmelo Dini

Le caste sono già DEFINITE

Leggo e guardo sempre con simpatia e tanta tenerezza qualsiasi cosa del Rag. “Fantocci”. Oggi ho letto sul Fatto Quotidiano la sua visione di come sarà, una riforma fantozziana e mi trova pienamente d’accordo direi su tutto tranne il fatto che la chiama riforma ed è una cosa che vede nel futuro, ma qui sbaglia siamo già messi come nelle caste Indiane solo che facciamo finta di nulla e se per caso un giorno la nostra posizione bassa ci pesa più del normale ci andiamo a comperare l’ultimo smartphone come un elevazione.

Le caste nella società ci sono e sono ben definite, non le ripeto perché il Ragioniere le ha elencate egregiamente, quello che manca è scriverle e firmarle come un decretino legge qualsiasi, lo dimostrano anche molti quotidiani mettendo nelle prime pagine sempre le alte caste e poi via via sciamando arrivando a mettere fra le ultime pagine incidenti sul lavoro o drammi famigliari o sociali. Fateci caso. Quando mai in prima pagina avete letto è morto per overdose nella sua casa il sig. Pinco Pallino? Invece la sig Tetrapak o Stallone junior (due a caso fra gli ultimi) eraono li in prima, come per dire “ io so io e voi non siete un cazzo”

Rudi Toselli

venerdì 7 settembre 2012

PUSSY RIOT

Buon Giorno
Chi ha paura dei lupi non si avventura nella foresta. Io non ho paura dei lupi e lotto perché mia figlia possa crescere in un paese migliore. Cosi risponde la ventenne Nedezhda leader delle Pussy Riot dal carcere alla domanda di un giornalista, poi rincara la dose quando il giornalista esclama: ma Putin è uno degli uomini piu potenti della terra! Lei risponde: L’onnipotenza di Putin è un illusione, lo si capisce dalla mastodontica macchina propagandistica che hanno messo in piedi. Il presidente è patetico e spregevole.

Possiamo essere d’accordo o meno sui mezzi che queste ragazze usano per arrivare alla gente, ci può piacere il Punk o no (a mè piace), loro la definiscono “arte moderna”. Ma che siano campionesse di dignità e di coraggio non può negarlo nessuno, noi non siamo in Russia e ci scandalizziamo per Vieni a ballare in Puglia di Caparezza.
Queste ragazze sono sole contro un sistema che ci mette un attimo a farle scomparire dalla faccia della terra, sono incarcerate, eppure non piegano la testa. In quanti di noi potremo mai vantare tanto coraggio?
In quanti di noi potremo mai dire di avere dato tanto per i nostri figli ed il loro futuro?
Non dimentichiamole e non lasciamole sole altrimenti saremo complici di quel sistema e di chi lo sorregge anche da qui in Italia.
Rudi Toselli

PICCOLI "CAPITALISTI" CRESCONO

C.Compagni
Oggi mi è venuto a trovare Michele, Michele è un simpatico “pensionato” sugli 85/87 anni che stampa lamiera con le presse, oggi lo fanno i suoi figli ma lui lavora ancora e con noi lavora penso da più di 40 anni.

Mi parlava delle sue maratone in giro per il mondo e ad un certo punto gli ho chiesto dove e quando aveva deciso di mettersi in proprio, chiedere ad un pensionata queste cose è come diciamo noi: invitare un oca a bere ed ha cominciato il racconto: Prima lavoravo alla Carpegiani azienda ancora esistente qui a Bologna e famosa nel mondo per le sue macchine da gelato (quei coni con il pirullo), lavoravo con macchine manuali pesanti mica con queste, indicando con un cenno le mie gia tutte digitalizzate, facevamo otto ore e dopo dalle 17 in poi ci accordavamo con il capo officina per fare lo stesso lavoro ma a cottimo, il tutto in busta paga, se avevamo un idea di come migliorare il prodotto, non scendo nel tecnico con sviluppi della lamiera o eliminazioni di saldature) anche questo lo comunicavamo al capo officina che ci diceva: bravo domani fammelo vedere e guardiamo se funziona. Quindi andavo a casa e la sera con forbici e cartone costruivo in scala 1/1 la sagoma riportante idee e innovazioni, quando era pronta durante l’ora di pranzo la presentavo ecc ecc, è andato avanti qualche minuto poi è arrivato alla nascita delle prime rappresentazioni sindacali che andavano a parlare, sempre con il capo officina e non vi scrivo gli epiteti e le insolenze, ma vi dico solo che la mezzora che perdevano in quella innutile assemblea alla sera la dovevano recuperare. Il racconto va ancora avanti per un bel po’, ma arrivo alla risposta, Michele un bel giorno si è alzato era la primavera del 1960/61 e non si ricorda se per stanchezza o cosa aveva decisa, è andato dal capo officina e gli ha detto: Ascolti io mi licenzio e mi metto in proprio. Il capo officina gli ha solo detto: Bravo ma sappi che ti rovini la vita comunque farò quello che posso per aiutarti.
Michele ha lavorato come indotto per quella azienda fino a pochi anni fa, Michele ancora oggi ricorda con gli occhi lucidi quella figura il capo officina e se lo avete notato non ha mai ricordato o parlato del proprietario, del capo.
Oggi è tutto imparagonabile, giusto o sbagliato che sia per la stragrande maggioranza dei lavoratori l’azienda è un mezzo per pagare le bollette, il capo officina è un lecca culi e il padrone un riccastro sfruttatore, se si pensasse che l’azienda è come casa tua, anzi di più perché a conti fatti stai piu in azienda che a casa, che il capo officina potrebbe essere quello che ti insegna un lavoro e che ti potrebbe spianare una strada e che il padrone non è uno schiavista, forse, dico forse le cose potrebbero andare meglio.

Rudi Toselli

domenica 8 luglio 2012

45 ANNI

Cari compagni
Oggi sono 45 anni che sono al mondo e ieri ho letto un intervista intelligente, anzi con risposte “intelligenti” di Fabrizio Corona. Chissà se riuscirò nei prossimi 45 a leggerne una con risposte intelligenti o per lo meno chiare dalla mia amata sinistra, in tanto le cose che ho chiare sono: che non voterò PD alle prossime elezioni, che non so chi voterò, che andrò lo stesso a votare, che dovrò lavorare come uno schiavo fino a che ce qualcosa da fare senza lamentarmi, che chi comanda nel mondo sono le banche e i banchieri e che purtroppo l’Italia è un paese destinato a sparire, sia chiaro, non dalla faccia della terra ma come paese singolo, io mi vedo in una specie di cooperativa un consorzio con la Spagna, la Grecia il Portogallo e qualche altro come hanno dovuto fare da anni i contadini e come hanno già iniziato a fare volenti o nolenti le nostre PMI , non è un consorzio di sfigati, ma solo qualche piccolo che diventa grande coadiuvando le forze.


I grandi economisti rispolverano Marx, sottolineano le sue previsioni “catastrofiche”sul Capitalismo e poi in giro a capo della megafinanza ci sono decine di Bob Diamond, gente che senza pensarci un attimo e con un semplice clik sposta trigliardi (non so nemmeno come si scrive) di dollari, soldi che la gente normale ha sudato, soldi per cui qualcuno si è suicidato. Su una rubrica che seguo,qualche mese fa si è discusso della necessità o meno di social come Facebook, non do giudizi ma dico solo che su certe piattaforme si leggono pensieri e ragionamenti che questi capoccioni non pronunceranno e non seguiranno mai ad esempio il programma dei 5 stelle che non è altro che un semplice e onesto modo di vivere intelligente.

Bè ora lavoro e vi lascio con una frase che ho sentito in una pubblicità: I sogni dei nostri figli sono le nostre responsabilità.



Rudi Toselli

sabato 9 giugno 2012

IN ATTESA DI AUTOPSIA


Cari compagni
qui in attesa, fra una scossa e un’altra, c’è tempo anche per suicidarsi. Un uomo di 45/50 anni unico vicino di casa dei miei suoceri due giorni fa ha deciso che era ora di salutare tutto e tutti. Lo ha fatto in silenzio nella sua casa con un nodo scorsoio.
Naturalmente non so il motivo preciso, quello che so sicuramente è che stava perdendo il lavoro e che stava da giorni cercando di vendere terreno e casa lascatagli dai sui (coppia che a suo tempo era già finita sulle cronache, ma è un’altra storia). Di sicuro c’era anche la sua solitudine. Peccato non leggeremo mai, e questo lo sottolineo anche perché nel forum ci sono persone che giustamente “non” trovando riscontri sulla stampa hanno qualche dubbio, la triste fine di Paolo un saldatore specializzato e contadino part time.
Rudi Toselli

LA CORTESIA E IL RISPETTO


Cari compagni
le persone accolte nelle tendopoli sono sia modenesi che di altri paesi e naturalmente ci sono anche molti musulmani. Fino qui è tutto normale, poi arriva l’ora di pranzo e ragazzi e ragazze in piedi da ore iniziano a servire i pasti, in un caso: gramigna con salsiccia. Ecco allora che un piatto fatto per sbaglio o semplicemente perché c’era solo quello da mangiare (e non parlo di pane e cipolla arriva davanti ad una persona musulmana), scoppia il putiferio ed i volontari vengono accusati di averlo fatto apposta per sfregio.
Ora, a mio avviso le soluzioni sono due: o i musulmani si costruiscono campi per conto loro e mi sembra una cosa detestabile o più’ semplicemente gli stessi musulmani si organizzano e condividono le cucine con i nostri ragazzi cucinando i piatti che a loro più aggradano.
Qui la gente sta alzata la notte, qui ci si occupa di tutti allo stesso modo ma qui vige il rispetto reciproco e che questo deve essere chiaro a tutti.
Rudi Toselli